Di fatto … contadin@

L’agricoltore o Produttore di fatto è chi ricava dalla terra il proprio sostentamento, attraverso il proprio sapere, umano e tecnico; chi si prende cura del territorio, diventando custode del paesaggio agrario.
E’ colui/ei che attraverso l’autoproduzione di cibo sano e di un allevamento rispettoso del benessere degli animali, mira al soddisfacimento del fabbisogno alimentare proprio e dei suoi cari (famiglia, conviventi, comunità ecc). Avendo eccedenze di prodotti, rivendica il diritto di accedere liberamente ai mercati senza dovere per forza diventare persona giuridica.
E’ paragonabile ai contadini di una volta e viene chiamato “di fatto” perché non viene riconosciuto dall’attuale legislazione come un imprenditore agricolo.


Il Produttore di fatto spesso produce lavorando con attrezzature manuali per motivi sia etici che economici, cercando nuove sintesi tra memoria contadina e ricerca; molte volte senza essere il proprietario della terra dove produce. Parte del lavoro viene dalle trasformazioni in casa dei prodotti che, per la legge attuale, richiederebbero diversi e separati laboratori di trasformazione. Trasforma in casa (o all’esterno della propria abitazione) seguendo le pratiche e le tradizioni locali tramandate dagli anziani contadini ma integrandole alle competenze scientifiche attuali ed alle nuove pratiche igieniche.
E’ Produttore di fatto chi è impossibilitato ad aprire o sostenere i costi alti di un’azienda agricola. Spesso sono quei giovani o persone che si avvicinano all’agricoltura e non hanno abbastanza finanze per aprire un’azienda agricola che possa ottemperare alle norme.
Riconoscere questo “ruolo” significa dare la possibilità, a chi non può permetterselo, di provare a vivere di agricoltura vendendo le proprie autoproduzioni, un passaggio fondamentale per poter (eventualmente) aprire un’azienda agricola.

Il Produttore di fatto lavora a stretto contatto con la natura, ha una produzione limitata dei propri prodotti e può capitare che non siano sempre gli stessi anno per anno, anche a causa dei cambiamenti climatici. Coltiva nel rispetto della biodiversità, delle pratiche tradizionali contadine e organizza il lavoro agricolo in modo mutualistico, privo di lavorator* salariati.
Il riconoscimento di queste persone (perché prima di tutto sono persone) è legato alla legge sull’agroindustria (che di fatto trasforma quelli che una volta erano i contadini in imprenditori agricoli) e alla libera trasformazione casalinga dei propri prodotti.

TerraTERRA pone come obiettivo quello di far riconoscere, a chiunque voglia vivere in questo modo, la possibilità di poterlo fare senza essere considerato un fuorilegge.

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