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9/10/2013 Luigi Franceschi - Eutorto

Luigi  Eutorto: visita nel percorso sperimentale della certificazione partecipata

 

Dietro richiesta di Luigi,  mercoledì 9 0ttobre 2013, abbiamo visitato il suo orto posto all’interno dell’Istituto Agrario Garibaldi sulla via Ardeatina,524 Roma.

Erano presenti:i  consumatori Pina, Oliviero, Simona,Viola, Angela, Paolo, Giacomo (Gas testaccio meticcio)

Tt: Uljanov, Mario

Per diversi motivi avevano dato l’adesione ma non sono potuti venire: Hassan (cambio turno lavoro), Elvira (gasperix, malattia), Mariagrazia (Gasequilino arrivata in ritardo), Silvia di Fazio( Gasper S Lorenzo ??) Simona (e Viola)- Quadraro

 CertLuigi2CertLuigi1 Peperoncino: Buth Jolokia Chocolate

Luigi si presenta come facente parte di eutorto, exlavoratori eutelia in cassa integrazione a cui hanno dato, più di 3 anni fà, 3000mq presso l'istituto agrario Garibaldi di Roma, dotati di recinzione, cancello con lucchetto, acqua (tramite gocciolatoio), piccola zona riparata. a tutt'oggi il progetto non è stato utilizzato da tutti i facenti parte, la maggior parte ha abbandonato o lo usa per uso personale. Luigi sta pensando di utilizzare la sua parte per ricavarne una fonte di reddito, la sua idea è volta principalmente verso il peperoncino ed i suoi molteplici usi, poi verso l'uso delle verdure in esubero per venderle trasformate presso le piazze t/T. Al momento non riesce a garantire verdura a sufficienza per poterla vendere direttamente o proporsi a gas. La sua struttura di trasformazione è la sua casa (50mq). sicuramente il progetto deve esser visto come sociale, personalmente non vedo le potenzialità per un' impresa in start-up, purtroppo avrà molti problemi già con l'istituto Garibaldi che preme per riavere il terreno, che, qualora capitasse, a continuare il progetto. Capisco che tutto il terreno del Garibaldi non è utilizzato e che all'interno ci sono persone che hanno costruito case e nessuno gli dice niente, che è ritenuto un posto fighetto e che il preside ha un'Audi8, ma non è questo il modo di vedere le cose, mi sembra dire che qui buttiamo da mangiare mentre in africa muoiono di fame. In testa ho poche proposte, tra queste direi che: I saperi che ha appreso, le modalità di utilizzo di alcune piante e le sue idee di imprenditorialità potrebbero essere impegnate in zone a lui più comode o insieme ed altri progetti affini e senza chieder grazie a chi lo "sopporta" oppure chiedere a chi non usa la sua parte se t/T può utilizzarlo in un progetto sociale comune dando il terreno anche al contadino di tor vergata (scusa ma non ricordo il nome) in modo che produca per lui e possa trovare un punto di reddito. Uljanov (trasformatore Terra terra)

 Ho conosciuto Luigi circa due anni fa al parco degli acquedotti, in un evento promosso da Gasperix e dal centro sociale Spartaco. Era un periodo di scambio continuo di opinioni con Vincenzo, Andrea, Silke ed Elvira del Gasperix sui criteri con cui Terra terra accoglieva i produttori e la diversità di criteri con cui gli sceglieva il  Gasperix, si discuteva di Semi Urbani e Terra terra, di agronomi che avrebbero potuto garantire un percorso di certificazione trasparente ed indipendente. Al parco degli acquedotti vi erano alcuni produttori Tt e molti di Semi Urbani, tra questi feci il giro dei produttori che mi parevano compatibili con il percorso del connettivo Terra terra invitandoli ad aderire al connettivo Tt, Luigi era tra  questi. Oltre all’aspetto sociale della sua situazione personale, cassintegrato 50enne, per dimensioni e tipo di prodotti era ed è il classico produttore/trasformatore di fatto, una delle figure  che distinguono il connettivo Tt. La visita all’orto collettivo(3000 metri per 20 cassintegrati) ci ha messi di fronte ad aspetti contraddittori ma non nuovi nei percorsi collettivi: la maggioranza dei 3000 metri era di fatto incolta, molti dei cassintegrati li hanno abbandonati per i motivi più disparati, madri singole con più figli che non hanno più molto tempo a disposizione, altri che hanno trovato un’occupazione più remunerativa, ecc. Ci auguriamo che  chi è rimasto chiarisca la situazione, magari sostituendo con nuovi arrivi le persone assenti oppure permettendo ai presenti di allargarsi. Per quanto riguarda le colture, il peperoncino rappresenta sicuramente il cavallo di battaglia di Luigi e per un profano come me si sono aperti degli orizzonti sconosciuti (ignoravo che esistessero delle scale di piccantezza). Luigi coltiva nel suo pezzo (200 m circa) anche diverse piante aromatiche e rape rosse, cipolle,ecc. Per quanto riguarda la collocazione, l’Istituto di Agraria rappresenta un polmone verde(80 ettari) all’interno di quel quadrante GRA, rivendicarne l’uso collettivo potrebbe essere una battaglia che merita di essere portata avanti e non solo per sottrarre il maneggio ad uso privato, ai borghesi e  ai loro rampolli. Poiché non mi ritengo neutrale ma di parte, l’aspetto sociale della produzione di Luigi a mio parere supera gli aspetti negativi della coltivazione in città. Come nel caso di Hassan dovremmo porci,  collettivamente consumatori e produttori, il problema di un’alternativa accettabile. Mario (apicoltore Tterra)

 Mercoledì 9 ottobre ci siamo recati presso l’Istituto Agrario ‘G. Garibaldi’ di via Ardeatina per la visita nell’ambito del percorso della certificazione partecipata richiesta da Luigi produttore/trasformatore di Eutorto. Presenti alcuni rappresentanti di gas romani, alcuni consumatori critici e produttori del mercato terraTerra. Giunti nei pressi dello spazio assegnatogli per il proprio orto, Luigi ci ha introdotto al luogo e al come sia arrivato lì. Ci ha raccontato di come, in quanto esodato della società Eutelia, si fosse ritrovato, insieme ad un gruppo di ex colleghi, a far parte di un progetto di assegnazione  di orti urbani su questo fazzoletto di terra (3.000 mq) recintato, all’interno dell’Istituto Agrario (80 ettari). Ha aggiunto anche qualche retroscena sulla gestione del posto (alle spalle del luogo della chiacchierata avevamo un maneggio privato all’interno della struttura pubblica dell’Istituto) e sui soldi del progetto stanziati dalla Regione ma mai ricevuti dall’Istituto, con conseguente situazione di conflitto nei confronti dei beneficiari della terra da coltivare. Nella spartizione del pezzo di terra assegnato al progetto, successiva ad una prima fase di coltivazione in comune, ciascuno dei coltivatori (ex colleghi di Luigi) poteva lavorare a proprio piacimento una striscia di terreno: a Luigi sono toccati circa 200 mq coltivati a cielo aperto. Una volta nello spazio assegnato a Luigi siamo nel mezzo degli 80 ettari a circa 500 metri da via di Vigna Murata proprio davanti a noi e dall’altra parte via di Grotta Perfetta. Le coltivazioni sono di vari tipi di spezie, ma anche cipolle, agli, carote, finocchi, melanzane, pomodori, peperoni piccanti, rape rosse, insalate; in effetti però la principale coltura di Luigi è basata su sette varietà di peperoncini piccanti provenienti da varie parti del mondo (Scorpion, Madame Janette, Habanero chocolat, Nagamori, ecc,. non ricordo le altre tre tipologie ). Luigi ci spiegava che pensava di raccoglierne in totale circa sei chili da trasformare in macinato o in olio  (dell’azienda 2 Soli) piccante o da vendere direttamente. Ci viene detto che vi è un pozzo artesiano che irriga tutti gli 80 ettari e che, essendo in città, non si può considerare come coltivazione biologica, ma lui considera comunque la sua come coltivazione naturale in quanto non viene messo alcun tipo di diserbante se non naturale, anche se la maggior parte di ciò che è piantato è prodotto di semi biologici e vangato tutto a mano. A proposito del pozzo Angela domanda cosa sa Luigi dell’acqua contenente arsenico di cui si è avuta denuncia in quella zone, ma lui non essendo informato a riguardo, avrebbe chiesto all’Istituto se esistono delle analisi fatte sulle acque utilizzate per innaffiare. Luigi, di sua natura accogliente e disponibile, si è lanciato anche in una spiegazione tecnica di come generare i propri semi, mostrandoci delle piante, coperte con del tessuto non tessuto per proteggere dall’impollinazione dei fiori ancora chiusi (meglio se prima fioritura), i cui frutti avrebbero dato dei semi non ibridi o ancora ci ha raccontato di come casa sua sia particolarmente accalorata dalla presenza di tanto peperoncino individuabile nell’aria sin dal pianerottolo della sua abitazione. Come sempre questi incontri si rivelano delle vere occasioni di apprendimento e di condivisione di momenti all’aria aperta in ottima compagnia. Tra tanti ragionamenti sulle coltivazioni varie e sulle problematiche legate alle possibilità di integrare reddito dal lavoro della terra, ci siamo avviati ognuno verso le proprie mete grati anche al tempo che si è mostrato clemente anzi gradevole. Paolo e Angela (consumatori critici)

Conosco Luigi da più di un anno e prendiamo i sui prodotti con continuità. L’orto di Luigi si può definire un orto familiare, con un alto tasso di biodiversità e coltivato in maniera del tutto naturale. In particolare vi sono molte piante di peperoncino, diverse varietà di ortaggi ed erbe aromatiche che diffondono profumi inebrianti. Tutte le piante crescono in un ambiente molto empatico con il terreno senza l’aggiunta di alcun tipo di componenti chimici, tanto che ci sono molti animaletti che vivono tranquilli (coccinelle, mantidi religiose e purtroppo anche talpe). Avendo assaggiato molti degli ortaggi freschi posso garantire che si tratta di prodotti davvero genuini e saporiti. Inoltre l’utilizzo dei peperoncini è stata una scoperta davvero stimolante, che ha arricchito il nostro modo di usare il peperoncino in cucina. Per quanto riguarda i prodotti da forno bisogna specificare che Luigi spesso si approvvigiona dal nostro GAS per qualche particolare tipo di prodotto tra cui le uova. Le uova provengono da Liberovo bio, giungono al GAS fresche e vengono consegnate a Luigi contestualmente alla consegna. Tutti i prodotti da forno che Luigi consegna hanno l’aspetto di quelli fatti in casa, sono davvero buoni e genuini e arrivano spesso ancora caldi. Inoltre, Luigi si è sempre mostrato disponibile a spiegare come procede nella preparazione dei prodotti, a condividere le ricette e a descrivere esattamente la composizione dei suoi prodotti. La valutazione è molto positiva e deriva sia dalla conoscenza dell’orto che dei prodotti da forno che consumiamo ogni giorno. La passione e la cura che Luigi mette nella sua attività è davvero emozionante e contagiosa per cui non posso che augurargli, anche a nome del gruppo, di continuare così. Giacomo Crisci (GAS Testaccio Meticcio)

Mercoledì scorso abbiamo fatto visita a Luigi, produttore/trasformatore all’interno di Eutorto. Il progetto si sviluppa all’interno dell’Istituto di Agraria sull’Ardeatina e si sviluppa su 3.000 metri quadrati di terreno che la scuola ha concesso ad un gruppo di cassintegrati ex – Eutelia. Il terreno, recintato e abbastanza distante dalla strada principale, è suddiviso in piccoli appezzamenti, uno dei quali è affidato alle mani di Luigi, con un’estensione di circa un decimo del totale. La coltivazione nettamente predominante, tra alcune piante di pomodori, melanzane, rape e alcuni cespugli di aromatiche, è quella di peperoncini di varietà non comuni (almeno a noi) – a memoria i Chocolat habanera e i Madame Janette – con vari gradi di piccantezza. Luigi ci ha dapprima introdotto alla genesi del progetto e alle sue attuali difficoltà (alcuni partecipanti non coltivano più il proprio appezzamento e il collettivo sta decidendo se redistribuire l’incolto a coloro che lo coltivano). L’orto è condotto con metodi naturali, vangato e zappato a mano e senza utilizzo di alcun intervento chimico; l’unico dubbio permane per l’utilizzo dell’acqua di irrigazione, proveniente da un pozzo all’interno della tenuta, del quale non si hanno analisi. La trasformazione del peperoncino avviene in casa, attraverso l’essiccazione e la macinazione; la produzione di quest’anno ammonta a circa 40 chili di prodotto finito, che viene impiegato anche per l’aromatizzazione di pasticceria secca e di olio e.v.o.. Di tutto ciò riportiamo le dichiarazioni di Luigi, non avendo potuto assaggiare i suoi prodotti. In conclusione, apprezzamento per la passione di Luigi per queste particolari coltivazioni, ma ci sono mancati alcuni elementi per esprimere un più convinto giudizio positivo. Pina e Oliviero, consumatori Largo Preneste.

Devo ammettere che la prima impressione non è stata proprio positiva, mi aspettavo un terreno più curato e più coltivato, una situazione diciamo più attiva. Ma mi rendo conto che per un Luigi che ha trovato una passione altri 19 non l'hanno trovata. La vedo come un regalo, una  opportunità non sfruttata. Con tutta la consapevolezza della difficoltà di ri-crearsi, avendola vissuta. Comunque non conoscendo i prodotti di Luigi, non c'è stata la possibilità di assaggiare nulla e quindi la mia opinionerimane in sospeso. Spero di essere riuscita a spiegare le mie sensazioni senza voler comunque, lasciare un segno negativo. Un augurio a Luigi, che sta investendo molta energia e passione nel suo nuovo lavoro. Simona (e Viola)- Quadraro

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