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30/04/2017 visita partecipata a Giovanni di Subiaco

Visita nel percorso sperimentale della certificazione partecipata da Giovanni produttore di fatto di Subiaco (Roma), erano presenti: Carlo(Gasteju), Elisabetta (consumatrice locale), Francesca e Valerio (co/produttori e consumatori locali), produttori affini: Luigi di Tterra per le orticole, Luca di Tterra per l’apicoltura. Produttori Tterra locali: Rossana panificatrice, Mario apicoltore.



Domenica 30 Aprile ci siamo recati a Subiaco per la visita di garanzia partecipata a Giovanni, nello specifico per visitare il suo apiario e il terreno dove produce ortaggi. Prima ci siamo diretti all'apiario. Qui ,in una posizione che garantisce agli alveari una buona esposizione, sono presenti una ventina di famiglie, alcune anche di mario che insieme a lui ha iniziato una collaborazione dallo scorso anno. Intorno, molte piante di robinia (acacia), purtroppo con la fioritura compromessa dalla gelata di pochi giorni prima. Abbiamo parlato un po del modo di conduzione dell'apiario e dei metodi contro l'infestazione della varroa negli alveari. Giovanni usa acido ossalico, acido organico ammesso dal biologico, in assenza di covata. Invece dell'ormai usuale confinamento in gabbia della regina per indurre il blocco estivo della covata ed eseguire i trattamenti, mario e giovanni hanno spiegato che sperimenteranno un altro metodo, dividendo in due la famiglia tramite un escludiregina a griglia verticale. L'area intorno sembra buona e poco contaminata, ma ci hanno fatto notare loro stessi la presenza di un ripetitore di telefonia mobile nel raggio di qualche km. Dovranno monitorare nel tempo quanto potra' influire sul lavoro delle api, dato che l'elettromagnetismo disturba la capacita' di orientamento delle stesse che funziona anche tramite l'elettrostaticita' che sono in grado di percepire. Abbiamo poi accennato al problema della difficolta' di autoprodurre cera propria per i fogli cerei e della possibilita' di affrontare il problema insieme tra apicoltori affini dato il costo proibitivo e la difficolta' di reperimento di cera biologica. Giovanni usa per adesso cera convenzionale. In seguito ci siamo recati al terreno dove coltiva vari ortaggi con l'aiuto di valerio e francesca che vivono nelle vicinanze. La terra di un 'estensione di circa 3000mq e' situata vicino al fiume aniene dal quale prima, tramite un particolare sistema, attingevano l'acqua tutti gli orti circostanti. Ora l'irrigazione e' garantita da un pozzo. Il terreno e' sabbioso ma anche ricco di sostanza organica grazie al fiume e alle sue esondazioni. A terra erano state appena messe le patate e i fagioli, agli e cipolle in piena vegetazione. I ragazzi usano solo concime organico ed escludono l'uso di anticrittogamici sistemici . Le sementi in parte sono biologiche in parte provengono dal convenzionale. E' presente anche una piccola vigna che Giovanni ha ridimensionato per ottenere un piccolo spazio di convivialita'. Infatti li ci siamo apparecchiati per continuare la chiaccherata e rifocillarci. Il posto e' molto buono per l'orticoltura anche se vicino a una strada asfaltata di medio bassa percorrenza, che da un lato potrebbe anche essere un opportunita' per mettere un chiosco dove vendere direttamente. In conclusione la mia impressione e' sicuramente positiva e spero in future collaborazioni come per la questione della cera o del reperimento delle sementi.
Luca apicoltore/orticoltore

 

Siamo andati prima a visitare l'apiario che Giovanni cura insieme a Mario abbiamo visto le arnie, Mario e Giovanni hanno risposto alle domande che Luca come produttore affine entrando nello specifico gli poneva, il posto dove sono situate mi sembra buono ,l'unica criticità indipendente dal produttore sono le onde elettromagnetiche che il palo della telefonia situato li vicino (non so a quanti mt si trova) parlando con loro non si sa se alle api queste onde possono recare fastidio,poi ci siamo spostati sul terreno che Giovanni coltiva, un pezzo di terreno è piantato di agli e cipolle gia belle fiorenti insieme ci cresce la bieta spontanea, fagioli per il momento aveva seminato solo i ciavattoni ,per gli altri e prossimo per la semina, in un bel pezzo di terra ha piantato le patate rosse, un piccolo semenzaio di insalatina mista e tante piantine pronte per essere piantate, parecchie piante di mele specie forse anche antiche, un piccolo vitigno di uva bianca, vicino al terreno scorre l'Aniene . il posto niente da dire, l'unica criticità indipendente al produttore vicino al terreno ci passa una strada trafficata che da Subiaco ti porta a Roma, Giovanni ha mandato anche la scheda delle confetture che lui intende fare con le sue mele, e ha piantato anche le more, con l'intenzione di farsi fare le confetture da un piccolo laboratorio artigianale situato a Olevano dove e stata fatta una visita da parte del gas il referente è Carlo che anche lui ha partecipato alla visita> che coopera con Giovanni e si sono gia serviti di questo laboratori. In seguito ci siamo dedicati alla convivialità abbiamo mangiato, all'aperto quello che noi stessi avevamo preparato ci siamo scambiati il nostro sapere, è stata una bella giornata ricca di saperi e se vogliamo anche di sapore credo che Giovanni possa continuare il suo percorso con terraTerra
Rossana pane tT zollenomadi

 

Il giorno 30aprile 2016 ho partecipato con molto piacere alla percorso sperimentale della Certificazione Partecipata a da Giovanni Trastulli produttore di Subiaco di orticole e legumi , insieme Mario Apicoltore con cui dividono in una zona limitrofa al terreno un certo numero di Arnie per la produzione di miele. Ero presente in qualità di partecipante attivo a due gas del territorio a Tivoli e Castel madama che seguono questo produttore da diverso tempo sul territorio della valle dell’Aniene. I gas menzionati conoscono bene il produttore di Terra Terra Giovanni per avere negli ultimi due anni sperimentato una partecipazione attiva alla Produzione di Giovanni. In Particolare desidero sottolineare alcune esperienze specifiche in linea con i principi di Terra Terra e con il percorso di consapevolezza di alcuni gas in chiave solidale e partecipativa del rispetto del lavoro e della qualità del prodotto . 1. discussione e realizzazione di un prezzo concordato ad inizio stagione per alcuni ortaggi e legumi con l’impegno di discussione del prezzo equo al momento della raccolta in funzione della resa relativa e del lavoro effettuato. 2 esperimento di trasformazione in comune verso un laboratorio certificato gas di alcune parti del frutteto che altrimenti non sarebbero state raccolte. (il gas ha anticipato una parte del valore economico della trasformazione e riacquistato le confetture recuperando le spese ed eliminando lo spreco. (non trascurabile anche la riduzione di acquisti presso la distribuzione locale) 3 partecipazione materiale alla raccolta di Patate ed allo scambio di semi tra alcuni piccoli produttori a carattere familiare dei gas del gas. Ho partecipato personalmente ad altre certificazioni partecipate di Terra Terra e Zolle Nomadi. Giovanni e Soprattutto Mario sono membri attivi di Terra Terra quindi siamo stati guidati in modo efficiente nella ricognizione alla quale erano presenti altri due produttori affini ed una altro consumatore attivo di Subiaco……
Carlo gasteju, Castel Madama

 

Ci siamo recati al sito dove sono presenti n. 21 di arnie sia di Mario sia di Giovanni. Il posto, sopra una collina circondato solo da boschi e particolarmente selvaggio. Sembra un contesto ideale per un apiario. L'unica nota negativa da segnalare e' la presenza di un ripetitore radio nelle vicinanze. Non sono in grado di valutare se la fonte di inquinamento elettromagnetico possa rappresentare una reale criticità per la salute delle api. Comunque Mario e Giovanni non hanno segnalato situazioni specifiche che si siano presentate in questo apiario. E' stato particolarmente interessante assistere a confronti tecnici e informativi dai 3 apicultori presenti. Ci siamo poi recati dove Giovanni ha la terra che coltiva ereditata dal nonno di circa 0,5 ha. Giovanni inoltre coltiva anche un campo confinante di conoscenti di circa 2000 mt. Il terreno e' in una striscia di terra tra la strada provinciale .... e il fiume Aniene circondato poi da colline con vegetazione spontanea prevalentemente boschiva. La terra e' estremamente pulita (non ci sono erbacce!) e quasi completamente pianeggiante che confina con un bosco di noci seguito dal fiume Aniene. Giovanni ci ha spiegato che questa terra e' stata coltivata per moltissimi anni dal nonno che, con un lavoro manuale, e riuscito ad eliminare progressivamente le malerbe. Al momento in campo cerano cipolle e agli oltre alle prime insalate ed una serie alberi da frutto (meli etc....), le patate dovevano ancora nascere come i fagioli. L'impianto di irrigazione alimentato da 2 pozzi e sia a pioggia (agli e cipolle) sia a goccia per le altre colture gestiti con timer per irrigazione prevalentemente notturna. Giovanni ci diceva che riesce ad usare pochissima acqua in quanto la maggioranza del terreno e poco drenante. Siamo entrati nel merito di tecniche di coltivazione della patata, fagioli, cipolle e agli. La terra, come dicevo confina con una strada ad una corsia per senso di marcia, non conoscendo la zona non so valutare il livello di traffico presente. Logicamente penso che in ogni caso non possa rappresentare una fonte di inquinamento importante essendo l'ambiente estremamente selvaggio. Il pranzo sotto un gazebo e' stato molto piacevole e ci ha consentito di discutere di produzione, distribuzione e trasformazione di prodotti agricoli. In maniera unanime abbiamo concordato che non sono stati rilevati aspetti critici importanti.
Luigi (produttore e trasformatore tT)

 

IL 30 aprile siamo stati a vedere i luoghi di produzione di Giovanni, produttore di fatto per orticole e prodotti dell’alveare. Innanzi tutto il termine “produttore di fatto”, si tratta di un termine che convenzionalmente usiamo nel connettivo Tterra per definire coloro i quali non ricavano l loro reddito esclusivamente da un’attività agricola. Forse è un uso etimologicamente improprio ….ma ormai è andata così! Giovanni ricava una cospicua parte del suo reddito come operaio edile nello “smorzo” locale. Riguardo all’apicoltura essendo in conflitto di interesse, cioè socio di Giovanni, scrivo solo che il nostro è un partenariato assolutamente paritario. Abbiamo lo stesso numero di arnie, attualmente 25 in comune. Non avendo le api il concetto di “proprietà privata” non ci sono terreni la cui condizione giuridica necessiti di comodati d’uso gratuiti o simili. I terreni in cui abbiamo le api non sono di nostra proprietà, li abbiamo in uso in cambio di miele che speriamo le api di cui ci occupiamo, raccoglieranno. Riguardo ai terreni (7200 mq) che Giovanni coltiva posso dire, pur non essendo un esperto in materia, di non aver notato criticità ascrivibili alla sua conduzione. L’irrigazione è garantita da un pozzo, la vicinanza del fiume Aniene garantisce comunque un alto tasso di umidità ai terreni. Parte delle piante sono gestite in un semenzaio. Abbiamo visto in un ripostiglio diversi attrezzi meccanici che aiutano Giovanni nei vari aspetti della conduzione. Chicca e Valerio, presenti nella visita, possono essere indubbiamente definiti co/produttori, infatti contribuiscono con il lavoro concreto alla conduzione di parte del lavoro. Nella convivialità seguita alla visita abbiamo discusso di due aspetti interessanti, il primo riguarda la cera d’api. Il costo dei fogli cerei biologici sul mercato libero è per i piccoli apicoltori proibitivo, consorziarsi per l’autoproduzione è una problematica urgente che mette all’ordine del giorno il superamento dell’approccio individualistico tipico del settore. Il secondo aspetto riguarda l’uso di laboratori esterni per una serie di costose lavorazioni: macinare il grano, le olive, profilare la pasta, stagionare i salumi, trasformazioni di frutta e verdura, ecc. quanto sono affidabili questi laboratori conto terzi? La discussione rimane aperta! Mario apicoltore

 

Domenica 30 aprile siamo stati da Giovanni a Subiaco per la visita partecipata all’apiario e al terreno. Interessante la visita alle arnie collocate in zona collinare asciutta e ben soleggiata. Le api erano ancora in difficoltà per il ritorno del freddo che le ha costrette a dare fondo alle scarse scorte rimaste. Attenzione particolare quindi da parte di Giovanni e di Mario per far superare il momento critico. Ci siamo quindi spostati in contrada Minnone dove Giovanni coltiva i suoi fantastici prodotti di cui mi rifornisco abitualmente oltre al miele ed alle ottime marmellate. La visita ha confermato pienamente le aspettative, massima attenzione nell’utilizzo di tecniche e prodotti compatibili con il biologico.
Elisabetta consumatrice Subiaco

 

Domenica 30 aprile, Abbiamo partecipato alla visita partecipata nella duplice veste di consumatori e di collaboratori. Proprio quest'ultimo ruolo ci ha dato la possibilità di approfondire e condividere le scelte colturali adottate e guardare da vicino i luoghi dove cresce parte di cui ci cibiamo. Il terreno è una piana che dalla strada sublacense raggiunge il fiume Aniene con tutti i benefici in termini di fertilità che quest'ultimo può apportare.d'altro canto la prossimità della strada rovina parzialmente l'ambiente bucolico anche se si tratta di una strada alla base di una valle molto ampia che non sembra, almeno da uno sguardo non tecnico,poter trattenere eccessivo smog. Data l'estensione ci si coadiuva con motocoltivatori a scoppio per alcune delle operazioni. L'irrigazione, con acqua proveniente dal pozzo, è diffusa tramite impianto goccia a goccia anche se all'occorrenza si effettuano innaffiature a dispersione. Buona parte dei semi,dei bulbi o dei tuberi, viene riprodotta ogni anno dalle stesse piante e c'è comunque una certa attenzione a ricercare varietà locali. Non abbiamo rilevato particolari criticità a livello di contaminazioni, sicuramente non per mano dello stesso coltivatore. Nel complesso risulta un bellissimo spaccato di realtà contadina.
Valerio e Francesca

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