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30/01/2016 Agribanda

Sabato 30 gennaio ci siamo incontrati a Zagarolo per la visita nel percorso sperimentale della Certificazione Partecipata ad Agribanda

Hanno partecipato:
Angela e Paolo (consumatori critici, Roma) Alessandro e Lidia (Gasilina .Area Castelli, Casilina e Prenestina) Elena e Johanna (Gasilina), Fabio (citta dell’Utopia/Roma), Silvia (Gasper- Roma), Stefano(consumatore, Roma)

Fiorenzo (cannoli) affine per la trasformazione, Rossana Affine per la trasformazione, Giovanni di Subiaco affine per le orticole.

Non sono potuti venire per impegni familiari imprevisti Ale e Daniele (Crocicchio) Daniela e Gianfranco (consumatori Tt Roma)

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Già dalla lettura delle schede abbiamo apprezzato la struttura e il modo di operare di questo gruppo aperto.
Ci piace l'idea di lavorare la terra e raccoglierne i frutti anche quando non possiedi un terreno o un bosco.
Procedendo con ordine abbiamo per primo visitato casa di Elisa a San Cesareo dove si lavorano i trasformati, una cucina comoda e ben tenuta. Il procedimento è casalingo, sterilizzazione dei barattoli, preparazione e pastorizzazione, per le marmellate usano zucchero di canna integrale e limone o mela all'occorrenza. Nel giardino troneggia un castagno enorme di cui hanno raccolto i frutti che quest'anno sono stati nuovamente abbondanti e sani.
In carovana, forse troppe macchine, ci siamo spostati in un campo a Cave che hanno recuperato dopo anni di abbandono e una volta ripulito meccanicamente hanno seminato a mano agli, cipolle e fave. Non hanno coperto tutta superficie anche perché non c'è la possibilità di irrigare quindi devono selezionare cosa piantare. Col proprietario del campo fanno degli scambi e garantiscono la pulizia del terreno.
È seguita la visita ad un bosco di noci abbandonato dietro la parte antica di Cave. Qui Agribanda ha raccolto in autunno le noci dopo avere cercato senza risultati di risalire al proprietario.
Poi a casa di Mario dove c'è un altro castagno secolare e alcune piante di noci i cui frutti sono parte dell'offerta del gruppo.
Poi a tavola per quello che doveva essere uno spuntino ed è diventato un pranzo, grazie tutto molto buono anche le conserve di Agibanda..
Si è parlato molto della questione inquinamento indipendente dall'azione del produttore partendo dal fatto che Elisa e Tommaso hanno raccolto per circa un mese le more che un piccolo produttore di Labico aveva piantato ma poi non riusciva a seguire. Loro hanno curato il diserbo manuale, la legatura e la raccolta, infine hanno trasformato le more in conserve. Il problema è che l'azienda dista circa 70 metri dall'autostrada, quindi probabilmente le more risentono della ricaduta di agenti inquinanti.
Come ci si comporta in questi casi? Sono molti i produttori di T/t che subiscono questo tipo di inquinamento e finora nessuno è stato escluso dal connettivo per questo, ma si è detto che è fondamentale iniziare a capire come analizzare le diverse situazioni da un punto scientifico avvalendosi della consulenza di esperti, Giovanni si incarica di sollecitare la formazione di un gruppo di lavoro su questo tema specifico.
Ci è mancato un pezzo di visita a Genzano dove la famiglia di Tommaso coltiva olive, alberi da frutta e ortaggi, un'altra realtà agricola da cui Agribanda attinge materie prime.
Data la natura itinerante di Agribanda ci toccherà aggiornarci spesso e andare a scoprire con loro vecchie/nuove realtà abbandonate e recuperate dal gruppo.
Apprezziamo molto la volontà di voler fare anche in mancanza di terreno, inventare il recupero di frutti che andrebbero persi, o di terreni che rimarrebbero incolti, è un'idea da sostenere che fa bene all'ambiente e al territorio.
Per noi sono in linea con le finalità di T/t e quindi sosteniamo il loro ingresso.
Auguri e grazie per la bella giornata.
Lidia e Alessandro (Consumatori di Cave)

La visita inizia a casa di Elisa a San cesareo, dove nella cucina trasforma le confetture, segue tutto il protocollo di sterilizzazione dei vasetti e dopo la cottura li riempiono e li mettono a testa in giu per formare il sotto vuoto. In seguito li fanno bollire per 20 minuti per un ulteriore sterilizzatura. Usano lo zucchero di canna bio equosolidale al 30%.
Il compagno di Elisa fa un piccolo orto dove c'erano a dimora cipolle, cavoli, cavolo nero, piselli e fave. Inoltre ci sono delle piante di ulivo e castagno, il tutto è ben curato, si vede che fa un buon lavoro, l'unica nota è che purtroppo sopra all'orto ci passa l'alta tensione ma basandosi su recenti misurazioni il valore delle onde elettromagnetiche risulta inferiore rispetto a quello che la norma prevede. L'alta tensione crea più che altro disturbo alle persone mentre dormono.
Per quanto riguarda invece le more, sono state rivalutate e raccolte e da queste producono la marmellata. Le piante si trovano a casale morelli Valmontone dove però vicino ci passa l'autostrada Roma Napoli ma l' inquinamento ovviamente non è imputabile a chi produce.
I terreni dove ci sono gli ulivi e dove coltivano la fejoia non li abbiamo potuti visitare perchè lontani. C'èrano tante cose da vedere e non abbiamo avuto il tempo ma ci siamo ripromessi di farlo.
successivamente ci siamo spostati a cave dove Mario e Tommaso coltivano agli e cipolle in un campo avuto dal proprietario e in cambio loro lo tengono pulito.
C'era già un filare con delle piantine a dimora e il campo era tutto arato pronto per piantare o seminare.
in seguito ci siamo spostati più avanti sotto cave, dove ci sono alberi di noci abbandonati che agribanda raccoglie.
abbiamo finito la visita a casa di Mario dove c'è un albero di castagno molto antico circondato da molta vegetazione e un piccolo boschetto. abbiamo assaggiato i prodotti di agribanda ed erano tutti buoni, ci siamo confrontati con consumatori e fruitori dei gas si è parlato di ambiente, inquinamento non dovuto dal produttore e abbiamo toccato vari temi sempre inerenti alla certificazione.
tirando le somme penso che nonostante le criticità che sono venute fuori non dovute dai produttori, penso che Agribanda possa intraprendere il cammino con terraterra cercando sempre di migliorare. Ritengo che sia necessario per terraTerra trovare delle specifiche per tutti i produttori che hanno problemi di inquinamento ambientale non dovuto alla loro responsabilità.
Rossana pane tT

due sabati fà ho partecipato alla visita partecipata di agribanda , in primis siamo andati a casa di Elisa dove ho visto un piccolo orto ,un grande castagno e alberi di fico , poi dentro casa ho visto il luogo dove avvengono le trasformazioni e mi é sembrato molto igienico ,poi siamo andati a cave dove agribanda coltiva un terreno ,a dimora ci stavano fave ,agli e cipolle . Abbiamo parlato sulle modalità delle conduzioni e delle trasformazioni e mi é sembrato tutto in linea con il nostro percorso .poi sono andato via per motivi personali .Da questa visita è nata anche l esigenza di lavorare sulle problematiche legate alle forme inquinanti che non dipendono da chi partecipa o chi vuole partecipare al nostro percorso ; in questo caso un piccolo impianto di frutti di bosco a tot distanza ? d a una strada dove transitano automobili.
Giovanni di ZN si é preso l impegno di fare una proposta su tali problematiche.
Fiorenzo Tt

 

30 gennaio alle 9:30 circa del mattino siamo davanti la stazione di Zagarolo per partecipare alla CP non di un singolo produttore bensì dell’Agribanda costituita da Mario, Tommaso ed Elisa. La particolarità di questo gruppo, che ci sembra molto interessante è quella di rivalorizzare dei terreni incolti manutenendo in qualche modo delle piante altrimenti abbandonate. Presenti sul posto sia rappresentanti di Gas che singoli consumatori che produttori di T/t, produttori affini Fiorenzo per i trasformati e Giovanni per le orticole. Altra particolarità di questa visita è che i terreni sono vari e in luoghi diversi, motivo per cui ci avviamo con una lunga carovana di auto che, nonostante piccoli tentativi, non siamo riusciti ad ottimizzare da persone sensibili alle problematiche di impatto ambientale quali vorremmo essere. Si comincia dalla casa e dall’orto di Elisa. Un’orto piccolo ma tenuta con buona cura. Ci vengono mostrati un fico ed un bellissimo castagno. Siamo stati accolti molto cordialmente nella loro casa molto graziosa e dove tutto è oltreché pulito, con grande cura dei particolari dove ci vengono mostrati gli strumenti di una normale quotidianità casalinga (pentole etc.) necessari per le procedure dei trasformati. La casa e l’orto sono situati sotto un traliccio dell’alta tensione e sembrerebbe, da verifiche effettuate dalla stessa Elisa, dovrebbero portare problematiche soprattutto durante la fase del sonno. Questo quanto emerso quando ci siamo sistemati in cerchio nel salone per avviare delle riflessioni. Nello stesso tempo durante la descrizione generale delle attività di Agribanda e dei luoghi da visitare, si è parlato di un terreno preso in comodato da cui raccolgono le more. E’ stato evidenziato che il terreno, che non saremmo stati a visitare perchè non si sarebbe fatto in tempo per la distanza (non si poteva vedere tutto anche per i tempi a disposizione), si trova a poche decine di metri dall’autostrada de Sole. Questo ha generato perplessità in relazione alla genuinità delle more stesse riguardo alle inevitabili polveri sottili. Da qui è nata una discussione già più volte affrontata nelle precedenti CP su come affrontare tali problematiche che vedono interessati i produttori di specifiche criticità indipendenti dalla propria volontà e responsabilità diretta. I presenti hanno preso atto del fatto che non sono in condizioni di prendere una posizione definitiva riguardo a delle scelte pro o contro tali produttori in quanto non avvalorate da alcun riscontro scientifico. Motivo per cui si è deciso di delegare Giovanni ad avanzare una proposta al connettivo T/t di autorizzare un gruppo di lavoro che potesse stabilire delle modalità e delle metodologie per giungere per delle conclusioni a riguardo, certamente avvalorate da figure tecniche e scientificamente competenti. Abbiamo poi visitato un appezzamento abbandonato in zona Cave dove Agribanda ha coltivato in particolare agli e cipolle, ma anche delle fave, in accordo con il proprietario in cambio della pulizia del campo specialmente sui laterali (da completare). Le zone coltivate rispetto alla vastità del campo erano limitate in quanto non c’è irrigazione per cui hanno fatto tesoro dell’esperienza dell’anno precedente vedendo dove maggiormente si raccolgono acque piovane. Da qui, sempre nelle vicinanze, abbiamo intrapreso un sentiero un po' accidentato per le auto ma molto suggestivo che, costeggiando un fiume in secca (ci spiegava Mario che probabilmente le acque sono bloccate da un agriturismo più a monte), dove abbiamo potuto vedere moltissimi noci abbandonati. Con un lavoro impegnativo, non solo per raggiungere alcuni di questi alberi, ma anche per rimetterli un po' in sesto e potarli, raccolgono le noci avvalendosi di canne di bambù dei boschetti in loco. Inoltre ci è stato spiegato che tra le poche abitazioni rurali che abbiamo incontrato, vi è quella di un pastore che abbiamo anche incontrato e che ci ha guardato con sospetto, sono stati minacciati ed inseguiti. A quanto pare tale raccolta comporta anche dei rischi. Giunti in un punto particolarmente affascinante anche per la presenza di un ponte romano antico purtroppo in stato di abbandono, siamo tornati indietro per recarci all’ultima meta della giornata: casa di Mario. Qui (sempre Cave), ci è stato mostrato il castagno all’interno del terreno dove Mario abita con la famiglia, e varie altre piante di cui però non ricordiamo ad ora il dettaglio. Poi all’interno della casa altro luogo in cui si effettuano le preparazioni delle conserve, abbiamo potuto assaggiare vari squisiti prodotti realizzati dal gruppo di Agribanda, concludendo la visita ancora una volta cercando di fare il punto della giornata e proseguendo le considerazioni sulle problematiche generali delle criticità di alcuni spazi coltivati incontrati in questi anni in questo lungo percorso in evoluzione della CP.
Le intenzioni di Agribanda ci sembrano senz'altro encomiabili e condivisibili mentre i prodotti ci sembrano creativi e appetibili.
Paolo e Angela, consumatori critici

Sabato 20 gennaio ho partecipato alla visita di garanzia partecipata presso Agribanda, in zona Castelli (Rocca Priora/Cave/Labico).Svegliatomi troppo tardi per l'appuntamento al treno, ho raggiunto in auto ugualmente gli altri, a casa di Elisa, dove è il laboratorio di trasformazione dei prodotti. A causa del ritardo mi sono perso quindi l'illustrazione della trasformazione, ma non sono arrivato troppo tardi da perdermi anche l'assaggio di ottimi dolci.
Agribanda esiste appena dal 2015, sono tre referenti con rispettive famiglie, che coltivano e raccolgono aglio, noci, olive, e producono olii aromatizzati, salse e confetture.
Ci spostiamo a Cave dove visitiamo il campo dell'aglio, è un terreno non piccolo (1,5 ha?), non irrigato, ma per natura leggermente umido; di esso solo due lunghe strisce sono coltivate ad aglio per garantire la produzione necessaria.
Mario ci racconta che l'anno precedente l'aglio era stato coltivato su un'area più vasta; una volta sperimentatane la resa, l'area coltivata è stata concentrata nelle zone a maggior resa.
Il terreno è in comodato gratuito, il proprietario in cambio ha richiesto agli Agribandi la manutenzione del terreno stesso dalle piante infestanti.
Visitiamo la zona del noceto, in una valle abbastanza isolata ai piedi della Rocca di Cave.
Qui il recente recupero dell'antico sentiero a bella pista ciclabile, in pochi anni, per mancanza di manutenzione è diventato preda del degrado ad opera delle forze della natura; la pista dilavata e canyonizzata, tanti rovi e rami nel letto delle fiumare.
Si avverte amaramente la mancanza di investimento pubblico e l'esigenza della difesa e recupero di questo territorio; e anche la piccola opera fatta con le poche forze di Agribanda assume un bel valore simbolico.
Tutto il territorio dei Castelli è notoriamente relativamente antropizzato da lunghissimo tempo, vi si trovano zone con natura rigogliosa, zone urbanizzate e zone coltivate in modo intensivo.
Agribanda cerca meritoriamente di mantenersi nel quadrante rigoroso, c'è tuttavia stata una vivace discussione su delle more che verrebbero da terreni un po' troppo vicini all'autostrada A1.
La strada della perfezione è lunga, e forse impossibile da ottenere realisticamente nelle zone a km zero da Roma e la sua affollata provincia; una fonte inquinante a pochi km la troverai sempre.
Con realismo Terra/Terra si deve dotare di un protocollo per le analisi da fonti esterne, che non sia punitivo ma incentivante.
La visita si sposta alla casa di Mario, dove con un bicchiere di vino assaggiamo i prodotti trasformati: agli sott'olio, olii d'oliva aromatizzati al peperoncino, rosmarino, confetture di feijoa e zenzero, patè d'olive, e noci fresche.
Qui Mario ha base per la sua attività di apicoltore, vediamo come si raccoglie la cera d'api dalle arnie; ci invita al prossimo laboratorio di apicoltura.
Elisa ci racconta della sua attività con il locale Comitato di Difesa Territoriale; ha cercato di proteggere l'antica Villa di Cesare e Massenzio dalla distruzione minacciata dalla costruzione dell'ennesima inutile chiesa; lavorato alla sensibilizzazione per la raccolta dell'amianto abbandonato nel territorio; per il recupero di vecchie strade da adibire a piste ciclabili.
Chiacchierando con Tommaso, mi racconta di essere un informatico che lavora a part time; riesce così ad avere abbastanza tempo da impegnare nell'attività agricola, ma questa per ora è ancora una scommessa, spera di poterle dare prima o poi la dignità economica che le spetta.
A Tommaso e ai cari compagni e compagne di Agribanda i miei più cordiali auguri per la loro impresa!
Fabio (Città dell’Utopia-Roma)

 

ho partecipato alla visita partecipata x l'azienda agribanda la visita è stata diversa in confronto alle altre xche qui parliamo di un gruppo di persone che coltivano su vari terreni dislocati in punti diversi, la maggior parte di questi si trovano nel territorio Castelli Prenestini.
E' stata una visita molto interessante xche ogni luogo ha dato spunto a delle riflessioni ed osservazioni molto interessanti .La casa di Elisa( laboratorio di trasformazione delle confetture , e altri prodotti agricoli ) molto accogliente , denota la voglia e impegno che questa donna ci sta mettendo in questo progetto.
Il terreno di Tommaso a Genzano( fejoja e altri prodotti agricoli )non siamo andati a vederlo causa il poco tempo a distanza Il terreno dell'aglio( aglio , cipolle , fave ,...) ben sistemato con poche coltivazioni ( dovuto anche al fatto che nn c’è impianto di irrigazione ) quest'anno la coltivazione dell'aglio e le cipolle segue un diversa tecnica di coltivazione....aspettiamo con curiosità i risultati
la casa di Mario ( castagno ....) un bellissimo albero secolare Il bosco di noci ( situato dietro la casa di Mario ) molto suggestivo il panorama
Le more nell'azienda di casale morello non siamo andate a vederle, ma dai racconti fatti dai coltivatori è emerso una fonte d'inquinamento indipendente dal produttore ovvero la vicinanza a 70 mt del terreno all'autostrada...
Le more sono inquinate? Il gruppo di lavoro certificazione partecipata piu' volte sta ragionando su come gestire questo tipo d'inquinamento ,si attendono protocolli e disposizioni future....
Il gruppo Gasilina su questo argomento in passato si' è pronunciato in forma neutra...
non essendo noi giudici nel valutare se giusto o sbagliato riteniamo che sia giusto saper di queste fonti d'inquinamento...
ma poi ogni partecipante del gruppo gasilina a libera scelta decide se comprare o no il prodotto...
Grazie x il Pranzo.....e la convivialità....
ALT!!!!
unica nota negativa la non riuscita della carovana....troppe macchine e soprattutto non si aspettava mai....si correva sempre...tanto che alcuni si perdevano
questo no ecologico!!!!!!!!
Elena , sottoscritto anche da Johnna (Gasilina)

Ho partecipato come produttore affine di orticole alla CP che abbiamo fatto all’Agribanda.
Inizialmente abbiamo visitato il piccolo orto e il locale di trasformazione che si trovano a casa di Elisa. Il locale di trasformazione è una cucina di casa, la cura e la pulizia erano evidenti ed Elisa ci ha raccontato le fasi di lavorazione che eseguono per le trasformazioni.
Abbiamo visto nel giardino anche un piccolo orto, dal quale saltuariamente attingono in caso di necessità.
L’orto, di piccolissime dimensioni è condotto secondo i criteri da T/t condivisi…In questa piccola produzione si impegna anche il compagno di Elisa di cui, mi perdoni,non ricordo il nome.
Abbiamo notato anche alcuni alberi da frutta dai quali attingono o, potrebbero attingere, per fare dei trasformati.
A stimolare l’ennesima “assemblea spontanea” durante una CP è stato in primis la presenza di un cavo di corrente 380 che passa sopra l’orticello di elisa, poi la constatazione di una delle risorse utilizzate per la trasformazione, le more, situate in una az. Agricola biologica, distanti circa 70 mt dall’autostrada.
Elisa ci ha spiegato che hanno misurato l’impatto ambientale del campo elettromagnetico dato dal cavo e da quello che hanno riscontrato e poi approfondito, il pericolo è dato solo per chi dorme li vicino ( loro)…non vi sono argomentazioni scientifiche che accertino l’impatto negativo sulle piante.
Per quanto riguarda le more, l’impossibilità di constatare la situazione reale , l’incertezza dell’Agribanda di rinnovare anche questo anno la gestione dei filari da loro custoditi, ci ha introdotto all’” assemblea spontanea “ che ha discusso delle procedure da costruire per i casi d’inquinamento indipendente dalla conduzione del produttore .
Ci siamo poi spostati nel campo condotto dalla Banda, per adesso vi era la presenza di cipolle “ da consumare fresche”, fave ed agli. I ragazzi presentano serie lacune contadine evidenziando le loro anime affini, per adesso, ad altri interessi. Ciò non influisce sul parere positivo riguardo la conduzione del fondo, molto poco impattante. Vedremo poi come gestiranno la mancanza dell’impianto d’irrigazione per le altre colture che praticheranno.
L’impegno comunque era tangibile come le pratiche utilizzate per la conduzione del fondo.
Il terreno si trova vicino ad una strada davvero poco trafficata.
Successivamente ci siamo spostati recandoci nella vallata dove la banda raccoglie noci da noceti abbandonati, davvero bella e suggestiva da dove si vede la parte vecchia di Cave.
Ultima tappa, la casa di Mario dove abbiamo notato l’enorme castagno e diverse piante da frutto.
Durante il pranzo c’è stata anche l’occasione di conoscere i pericoli di nocività che vogliono essere realizzate in quei territori, come ad esempio la bretella “ Cisterna Valmontone”.
Concludendo: l’Agribanda secondo me è un progetto interessante che vede nella sua duttilità e flessibilità ( non necessariamente partecipato tutti e tre alla realizzazione di un prodotto, a volte formano coppie) un punto di forza per il progetto stesso, la costruzione di reddito attraverso pratiche autogestite.
Constatate anche le loro pratiche agricole idonee al percorso T/T,l’ attinenza di quanto dichiarato nelle sche de con quanto visto, la Banda per me sta nel percorso di T/T.
Per l’olio di Tommaso a Genzano, quando possibile faremo una visita. Per le more, nell’eventualità che il progetto di gestione vada avanti, attendiamo specifiche da proporre attraverso il percorso della CP.
Giovanni produttore orticole /legumi ZolleNomadi rete territoriale di T/t

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