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29/01/2017 visita partecipata a La Goccia

Domenica 29 gennaio 2017 nel percorso sperimentale della Certificazione/Garanzia Partecipata Eravamo presenti: Fabrizio, Arianna, Sara, Eliana, Alessandro, Martina, Djiby, Alessia, Franco, Silvia, Daniela, Andrea, Rossana, Monica, Sabrina, Eustochia, Marcello, Giulia, Lorenzo, Girona, Daniele, Fabrizio, Paolo, Spring, Enrico E ovviamente Fabrizio Bio, Debora, Partizia, Riccardo, Marco, e Francesco de "La Goccia"

Dopo la presentazione di tutt*, la visita è cominciata dall'orto, poi siamo passati accanto al frutteto e siamo arrivati alla stalla, dove abbiamo conosciuto il vitello appena nato. Nel 2016, ci spiega Fabrizio, sono nati solo maschi e loro che campano con il latte delle mucche, oltre a sperare nella femmina, si stanno interrogando sulla "femminilizzazione" del seme. Riccardo spiega che di mucche ne hanno 5, 2 brune e 3 meticce: vengono nutrite principalmente con erba medica, che trovano pascolando liberamente da marzo a ottobre nei 4 ettari e mezzo di terra lì intorno, di proprietà de La Goccia. Il resto lo comprano (per lo più orzo e favino, un po' d'avena per i vitelli, niente mais e soia, con tutti i problemi che si portano dietro!): circa 80 quintali che acquistano dai contadini nei dintorni, con i quali preferiscono interagire per stabilire dei rapporti diretti con il territorio (che senso avrebbe comprare mangime sì biologico che viene da chissà dove?) Per la lavorazione del formaggio usano fermenti lattici e caglio vegetale, ci spiega Debora. Abbiamo visitato anche i locali in cui si lavora e conserva il formaggio, piccoli e puliti. Nel pomeriggio Francesco ci anche fatto fare un giro per le stanze dell'agriturismo: che paradiso il soggiorno qui. Siamo stati accolti con grande apertura e generosità, sono contenta che si trovino a un'oretta da Amelia - mi piacerebbe tornare a trovarli.
Silvia, consumatrice.

 

certificazione partecipata alla azienda la goccia 29 gennaio 2016 sono arrivata alla goccia a orvieto in ritardo, la visita era gia iniziata quindi mi sono persa il primo steep arrivata alla goccia tutti stavano nella stalla dove c'era una bella mucca con il suo vitello appena nato. i vitelli e mucche stavano nella stalla altre stavano al pascolo, per il pascolo hanno circa 5 ettari alle domande che sono state poste sia a Marco che a Bio su tutte le tematiche che interessano la stalla, hanno risposto esaustivamente prima di andare in caciaia ci siamo fermati e iniziato con Debora a parlare della trasformazione del latte a formaggio. Ha spiegato i vari passaggi per la trasformazione del caglio che usano quello vegetale e tante domande e Debora e stata molto chiara, siamo andati in caciaia tutto ordinato e pulito non posso dire altro perché subito dopo sono dovuta andare via. i miei accompagnatori produttori affine di tT avevano gli animali da accudire mi dispiace di non aver concluso la visita
Rossana pane tT nodo territoriale zollenomadi

 

DOMENICA 29 GENNAIO 2017 Ci accolgono alla fattoria "La Goccia" di Orvieto Bio, Debora, Marco e Riccardo e il profumo del pane appena infornato da Francesco. Non ultimo... un meraviglioso sole. La Fattoria si estende per 7 ettari di cui la maggior parte (circa 4 ettari e mezzo) dedicati al pascolo delle mucche. C'è un uliveto, un frutteto non trattato che produce quel che riesce, qualche arnia per il miele, un orto a rotazione che garantisce sussistenza ai 4 nuclei familiari e all'agriturismo (che è un VERO agriturismo). Per l'orto è prezioso concime il letame delle mucche. Il lavoro da fare nella fattoria è tanto e vediamo una fila di grossi cavolfiori e del radicchio bruciati dal freddo. Che peccato! E' appena nato un vitello e lui e la mamma di circa 16 anni stanno nella stalla, protetti. Le altre mucche sono in giro per i pascoli della fattoria, come sempre tranne nei momenti di brutta stagione o la notte. La fattoria cerca di giungere ad accordi con i vicini per poter utilizzare pascoli nelle vicinananze, aumentando quindi la disponibilità di erba fresca e stabilento legami di collaborazione. Ci sono anche una cavalla ormai vecchia e un'asinella con le quali si fanno laboratori per l'infanzia e un avvicinamento all'animale coi disabili. La struttura ricettiva, infatti, non ha alcuna barriera architettonica e per diversi anni ha lavorato prevalentemente con le cooperative romane impegnate con la disabilità. Nonostante le mucche da latte tipiche siano le Frisone qui ci sono le Brune comprate appositamente, oltre che alcuni incroci. Le Brune fanno meno latte ma danno formaggio migliore perché il latte è più grasso. Nel 2016 sono nati solo vitelli maschi che vengono macellati nel mattatoio di Massa Martana (quello di Orvieto non ha un grande rispetto per gli allevamenti "altri" e non dà la giusta attenzione alla carne). La carne viene venduta in pacchi da 10 Kg. ai GAS. Si auspica sempre che nascano delle femmine oltre ai maschi, per instradarle alla produzione lattearia. Nei grandi allevamenti le mucche da latte vanno al macello dopo circa 7 anni perché l'alimentazione e l'eccessiva produzione le "sfonda". Inoltre, dopo pochi anni non producono più latte a sufficienza comparato con le esigenze della produzione industriale. Qui la partoriente ha 16 anni e fa ancora latte in abbondanza. Si cerca di gestire le inseminazioni prevedendo dei parti a settembre in modo tale che nei mesi precedenti il parto (si chiama periodo di asciutta) quando man mano si sospende la mungitura per fare in modo che le energie della mucca vengano dedicate alla gestazione, siano i mesi in cui le richieste da parte dei gas e dei mercati diminuiscono. Per l'alimentazione degli animali NON si usa il mais e a parte il pascolo si comprano da produttori locali orzo e favino. Questi prodotti provengono da produzioni convenzionali perché acquistare mangime biologico significherebbe affidarsi alla grande distribuzione. Si sta cercando di persuadere produttori locali a produrre orzo e favino biologico da destinare alla Goccia. Si utilizza la crusca, sempre reperita da produttori locali, al momento di interrompere la lattazione. La fattoria produce circa 50 litri di latte al giorno che viene lavorato ogni due giorni. La resa latte-formaggio è del 10% circa. Si usa il caglio vegetale per una scelta partita inizialmente dalle richieste dei vegetariani e mantenuta poi anche per una questione di origine del caglio animale piuttosto incontrollabile. La trafila amministrativa richiesta ai piccoli caseifici non differisce da quella dei grandi, e comporta un forte aggravio sia in termini economici che di tempo. La Goccia ha sperimentato soluzioni particolari a problemi comuni, ponendo in essere un sistema economico alternativo che risponde sia al posizionamento politico dei membri che alla loro esigenza di avere uno stile di vita confacente ai bisogni e ai desideri. Insomma abbiamo fatto esperienza riguardo un sacco di soluzioni e idee interessanti, trascorso una meravigliosa giornata, fatto un abbondante e ottimo pranzo collettivo (eravamo un bel po') e confermato la nostra stima nei confronti di questa realtà. Alessia, Monica,
Sabrina_GAS La Comune del Crocicchio_Pigneto Roma

 

Visita di certificazione partecipata Fattoria La Goccia (Orvieto) 29/01/2017 Giornata molto piacevole e interessante, accolt* e coccolat* dai soci e socie della fattoria. La Goccia ha 5 soci/e che allevano mucche, esplicano attività ricettiva e coltivano l'orto. Hanno a disposizione 7 ettari divisi fra pascolo, frutteto, orto e uliveto. La struttura ricettiva è qualificata per il turismo sociale rivolto alla disabilità, in relazione con coop sociali di Roma, offrendo laboratori e didattica ambientale per ragazzi disabili. L'orto è votato all'autosufficienza alimentare degli autoctoni e della cucina dell'agriturismo. E' coltivato a rotazione e concimato con il letame della stalla. Irrigato con impianto a goccia a caduta utilizzando acqua di pozzo profondo e di ottima qualità. Si ha a disposizione una fresa, un estirpatore, una moto zappa. Nelle immediate vicinanze non vi sono criticità ambientali. Ad alcuni km verso Orvieto ha sede una discarica indifferenziata e a 5 km passano l'autostrada e la ferrovia. Le aziende vicine (quelle ancora attive) trattano con verderame. Il frutteto produce una quantità limitata di ciliege, mandorle, mele, prugnoli, noci, albicocche che basta appena per produrre marmellata per l'agriturismo. Piccola produzione casalinga di miele. Stesso discorso per l'olio. Nella fattoria sono presenti una cavalla ed un'asina, utilizzate per l'avvicinamento con i ragazzi disabili. Nella stalla sono ospitate cinque mucche. L'allevamento è semibrado, gli animali pascolano liberamente su 4 ettari e mezzo brucando erba medica. L'alimentazione si basa soprattutto sul pascolo sia per la felicità delle bestie che per garantire la qualità del latte: con l'erba fresca il formaggio acquista molto. In stalla le mucche mangiano fieno bio, orzo favino e crusca convenzionali, forniti da coltivatori locali con i quali esiste un progetto per la fornitura appunto di questi alimenti a km zero. I vitelli prendono latte fino al terzo mese, poi sono nutriti con avena. Niente mais ne mangimi, neanche bio. La caciaia produce formaggi a giorni alterni tutto l'anno, tranne l'estate quando la produzione si riduce. Si usa latte crudo non pastorizzato. Adeguata pulizia della mucca prima della mungitura. Si usano diversi tipi di fermenti lattici certificati selezionati per i diversi tipi di formaggi, poi caglio vegetale liquido certificato (cardo selvatico e carciofo). Cura particolare nella pulizia dei recipienti per contrastare calcio e muffe. La Asl effettua controlli periodici. Dopo la visita bel momento conviviale e di discussione con il pranzo offerto nella bellissima struttura abitativa e ricettiva, con i prodotti della fattoria, compreso il pane e la pizza cotti nel forno a legna.
Franco della Pancho Villa

 

cerificazione partecipata alla fattoria Goccia Orvieto 29 gennaio 2017 Siamo arrivati alla fattoria la Goccia verso le 11,30 io Daniela, con mio marito Andrea, e Rossana di zolle, in ritardo avendo gli animali, la nostra azienda e a conduzione familiare,non siamo potuti arrivare in orario , premetto che per mio marito Andrea era la prima visita certificata come produttore affine, la certificazione era gia iniziata quindi ci siamo persi i primi passaggi della certificazione, abbiamo trovato i partecipanti nella stalla dove Marco e Bio rispondevano con minuziosita alle domande poste, nella stalla cerano mucche e vitelli tutti in ottima salute, con la stabiaria posta li vicino, usciti dalla stalla ho notato una tettoia mi sembrava di eternit, ed era un ricovero per animali, Debora ci ha spiegato la preparazione dei formaggi e il caglio che usa di origine vegetale, e dei fermenti, ci siamo spostati nella caciaia il laboratorio, molto pulito e ordinato, ho notato che usano pentolini in alluminio, ho chiesto a Bio perchè non usano il callaro e mi ha risposto che nelle vicinanze non cè lo stagnaio insomma Bio ha una bella realtà, non abbiamo potuto finire la visita per il motivo che ho detto all'inizio scusate la brevità ma noi siamo ancora dei principianti della cerificazione partecipata
Andrea Serafini & Daniela Orzilli formaggio di pecora produttori tT

 

Visita per la Garanzia Partecipata a La Goccia Da quando io e Alex abbiamo iniziato il nostro lavoro di ricerca, questa è la terza garanzia alla quale partecipo. La visita a La Goccia per la Garanzia Partecipata è stata non solo l’occasione per osservare con occhi diversi, quelli dei partecipanti, la realtà che Bio, Marco, Debora, Riccardo, Patrizia, ma anche Francesco con i suoi prodotti da forno, portano avanti ormai da alcuni anni; ma anche la possibilità di passare una splendida giornata in campagna con amici vecchi e nuovi. Il sole e il clima mite ci hanno accompagnato per tutta la giornata, dandoci la possibilità di visitare i differenti spazi della realtà, da quelli per l’allevamento e trasformazione del formaggio, a quelli per il sostentamento personale e dell’agriturismo sociale, parte sinergica e fondamentale, forse meno conosciuta da molti dei visitatori. Enrico, che per l’occasione ha il ruolo da coordinatore, ha chiamato tutti i presenti per iniziare il percorso, ha presentato la realtà, la garanzia partecipata e per concludere ha lasciato la parola ai presenti. Il gruppo, formato dai produttori, trasformatori e co-produttori di Terra-Terra, Mercato Brado e Terra Fuori mercato di Perugia, ma anche amici orvietani, dopo il giro di saluti e presentazioni è stato accompagnato durante tutto il percorso dai gocciaioli che ci hanno allietato tra risposte e racconti legati alle loro esperienze. Siamo partiti dall’orto che è gestito collettivamente da tutti i residenti e che produce ortaggi sia per i diversi nuclei familiari che per l’agriturismo. La parte della vallata dove è stato scelto di fare l’orto e la parte confinante dove possono pascolare gli animali è molto curato e di sicuro non vi sono tracce di tossine ambientali che possano in qualche modo inquinare il terreno. Dopo l’orto siamo passati al cuore della produzione e trasformazione di La Goccia, l’allevamento e la produzione dei prodotti caseari. La stalla, ampliata negli anni da quando Marco è entrato a far parte della realtà, è tenuta in modo ordinato e gli animali hanno il volto della salute. Al nostro arrivo aveva da poco partorito una delle mucche, se non sbaglio il giorno prima. Bio e Marco ci spiegano la loro accortezza nello scegliere gli alimenti giusti per le mucche, ovviamente biologici e che fanno da supporto al pascolo delle stesse. L’allevamento è gestito esclusivamente da Marco e Bio che si occupano dell’alimentazione, del pascolo e della fase di mungitura. I produttori affini e gli altri partecipanti alla visita hanno chiesto informazioni sulla produzione giornaliera di latte, domande sulla razza delle mucche, su altri tipi di foraggio e la differenza con i “mangimi industriali”, che loro non usano ma che secondo la normativa delle certificazioni biologiche convenzionali sono concessi. In seguito ci siamo spostati sul piazzale erboso per ascoltare tutti insieme le spiegazioni di Debora sul lavoro all’interno della caciaia. Il racconto e le risposte alle domande sono state precise e chiare, incentrate principalmente sulla cagliatura, dai tempi alla temperatura del latte allo stesso caglio utilizzato; Debora ha precisato che loro utilizzano un caglio vegetale. Questi processi, uniti alla tipologia di pascolo, modificano il sapore e l’intensità di profumi presenti nei differenti formaggi. Per effettuare la visita all’interno della caciaia e del luogo per la stagionatura ci siamo divisi in due gruppi. La struttura è pulitissima e molto ordinata, dagli attrezzi del mestiere per fare il formaggio, al libro che è utilizzato per segnare tutte le trasformazioni giornaliere. Ci sono stati spiegati tuti i processi di trasformazione, la conservazione del latte (perché loro fanno il formaggio ogni due giorni), e le problematiche connesse ad avere una struttura a norma e la normativa per lo smaltimento dei rifiuti. Finito il giro di visite tutti i partecipanti si sono riuniti nel piazzale a chiacchierare di mercati, produzioni agricole ma anche di fatti personali. Qualcuno passeggia per osservare la bellissima struttura che è composta dalla parte residenziale, dove vivono quasi tutti i soci della goccia, la cucina e la sala dell’agriturismo, la veranda da poco ristrutturata, le camere per gli ospiti dell’agriturismo e il forno a legna, che per l’occasione è stato acceso da Francesco che ha preparato pizze, pani e biscotti per il pranzo. Alle 13 arriva il momento tanto atteso, forse non da tutti ma da me sicuramente...inizia il pranzo. Alcuni dei partecipanti hanno portato qualcosa da mangiare e da bere, ma le portate principali sono state preparate in prevalenza all’interno della cucina dell’agriturismo. Durante la giornata della visita, cosi come in altre occasioni, in cucina lavorano un po’ tutti, ma la responsabile, chi guida le preparazioni è Patrizia. Per l’occasione ha organizzato piatti per vegetariani, vegani e onnivori, principalmente con prodotti della Goccia e dei diversi mercati. Durante il pranzo si spazia dalle pizze di Francesco ai ceci a zuppa, dai formaggi alle frittate (che purtroppo non ho assaggiato, unica cosa), dalla pasta al forno (cotta nel forno a legna) alle salsicce fatte con il maiale cresciuto da loro, dall’humus al paté di fegatini ma anche di melanzane, dai fegatelli con la rezza a….purtroppo non ricordo altro. Tutto accompagnato da vino locale, di un compagno con cui si fa anche il mercato a Orvieto, ma anche di Enrico dall’Abruzzo che per l’occasione, dopo la visita da Bakunino, ha portato un po’ di bottiglie. A chiusura del pranzo, tra i caffè e le crostate c’è stato l’ultimo dibattito, incentrato sulle ultime curiosità e i possibili sviluppi della garanzia. In particolare con Enrico si è discusso molto durante il pranzo di come si dovrebbe diffondere la pratica della visita incentrata tanto sulla certificazione, ma anche e soprattutto per i nuclei cittadini la possibilità di una giornata in campagna per apprendere conoscenze, incontrare persone, acquisire consapevolezza sui processi di produzione e trasformazione, ma anche respirare aria buona. Insomma cosa aggiungere… un’accoglienza impeccabile, una realtà contadina genuina, una visita esaustiva e ricca di dettagli, un pranzo pantagruelico, ma soprattutto una splendida giornata in campagna, punti fondamentali che dovrebbe essere diffusi tra tutti i contatti cittadini e co-produttori, così che possano rendersi conto che ogni tanto bisogna sfuggire dalla città per esperienze del genere.
Fabrizio co-produttore da Perugia

 

Domenica 29 gennaio Arriviamo in treno da Roma e Bio viene in stazione a prenderci. Si inizia subito a chiacchierare, in un'attimo arriviamo nell'azienda agricola/agriturismo "La Goccia". Si vede subito un'atmosfera di vicinanza alla natura, dalle piante agli edifici, allo spazio auto e tutto quanto appare a prima vista. Il peso della città e' già lontano. Mentre aspettiamo che arrivano gli altri, prendiamo un caffè ed iniziamo a girare ed esplorare. Ci sono diversi edifici in pietra di vecchia data, uno in particolare più alto e tutto comunque in ottimo stato di manutenzione. Uno degli edifici era una scuola. Una veranda appena costruita da' spazio esterno alla sala da pranzo, appena oltre c'e' il forno a legna, già in piena funzione. Iniziamo la visita andando nell'orto che usano principalmente per l'autoconsumo (5 famiglie, oltre l'agriturismo). Questa e' una cosa bellissima di vicinanza al territorio. Ritengo l'autoproduzione di alimenti essere un modo vivo di esporre il proprio pensiero. L'orto suddiviso a fette e' piantumato a rotazione delle stagioni lasciando sempre una zona a riposo. Dopo l'orto andiamo nella stalla: diversi sono i presenti, anche il più giovane di un giorno, con mamma al suo fianco. La stalla e' pulita e in buono stato di manutenzione. Hanno a disposizione diversi ettari per il pascolo, le vacche sono erbivore, giustamente non mangiano mais..che di questi giorni non e' assolutamente da dare per scontato. Dalla stalla alla caciaia, molto ben organizzata, tutto molto pulito, vediamo anche lo spazio dedicato all'invecchiamento di alcuni formaggi. Si pranza in un modo non spiegabile se non per prova diretta, di stomaco. Grazie ragazzi per uno splendido lavoro e per il vostro impegno in ciò che fate quotidianamente. Alle 16:30 circa ripartiamo.
Enrico viticoltore t/T Giulianova (Te)

 

Domenica 29 gennaio siamo stati a La Goccia. Conoscevamo già l'azienda (e Bio, Debora, Riccardo, Patrizia, Marco e Francesco) e i loro prodotti, ma la visita di garanzia partecipata ci ha permesso di conoscere più nel dettaglio la loro attività che presenta secondo noi moltissimi punti di forza. Innanzitutto la multifunzionalità dell'azienda che integra l'attività principale dell'allevamento di mucche e del caseificio, con l'agriturismo (ottima cucina!), l'attività socio-sanitaria, i prodotti da forno. In particolare il fatto di avere scelto di lavorare principalmente con soggetti con disabilità (utilizzando anche i cavalli) conferisce secondo noi un grande valore aggiunto. Molto interessante è stato il venir a conoscenza di alcuni particolari dei processi "produttivi", sia legati all'allevamento (ad esempio la scelta e/o le proprietà del cibo fornito agli animali), che quelli legati alla gestione dell'orto o nella produzione dei formaggi. Interessante anche il pur breve panorama sociale descritto quando si è parlato del mattatoio comunale di Orvieto, dato in gestione a Privati a completamento di una opera di riduzione drastica degli allevamenti o le riflessioni sulla presenza nel territorio dei caseifici locali che sono andati in diminuzione nel corso degli anni proprio a testimonianza di un impoverimento progressivo del territorio. Per l'agriturismo si utilizzano quasi esclusivamente prodotti dell'azienda (uova, pollame, carne, formaggi, prodotti da forno, ortaggi, frutta e relativi trasformati), cosa per nulla scontata. Ci è parsa minuziosa la cura delle mucche - allevate allo stato semi-brado- la pulizia della stalla, la scelta di utilizzare alimenti quantomeno di provenienza locale, escludendo il mais. etc, che si riflette sui buonissimi prodotti (formaggi e carne). Interessante anche la ricerca di costruire una rete di scambio diretto con i contadini locali per ridurre la filiera nell'acquisto degli alimenti da inserire nel pascolo integrato. Un percorso ancora difficile ma che racconta della propensione della Goccia di essere un motore propulsivo nella zona. Il laboratorio del caseificio è ben tenuto e la "grotta" di stagionatura emana dei profumi a dir poco invitanti! Nel rispetto delle sensibilità di Debora, vegetariana, che segue il caseificio, viene utilizzato del caglio vegetale. In generale si respira un buon equilibrio tra lavoro "maschile" e "femminile". Unico punto di debolezza l'area ad orto e il frutteto, per loro stessa ammissione. Servirebbero maggiori forze, una persona in più dedicata solo a questo e alle sperimentazioni in campo orticolo completerebbe - giudicato da fuori - il quadro, anche se i prodotti ortofrutticoli sono ad oggi destinati solo all'autoconsumo e alla cucina. Accoglienza, Ospitalità, disponibilità al racconto.
Eliana e Alessandro (co-produttori)

 

Non ho un gran che da dire perchè la situazione della Goccia mi sembra ideale sotto molti punti di vista. La trasformazione del latte è impeccabile, visto il laboratorio e specialmente la comodità della vicinanza del laboratorio con la stalla, che permette di lavorare o refrigerare subito il latte. La salute degli animali mi sembra decisamente salvaguardata; certo sarebbe meglio avere qualche ettaro in più di pascolo, ma non penso che questo dipenda dalla volontà della Goccia...Lo stesso vale per l'integrazione di orzo e favino: sarebbe meglio autoprodurselo, ma non sempre la quantità di terra disponibile dipende dalla volontà dei contadini! Niente da dire sulla scelta di usare orzo e favino convenzionali comprati dai vicini, quasi sicuramente è meglio del mangime certificato biologico truffa. Anche la dimensione lavorativa tra soci, senza salariati è da ammirare. La situazione assume ancora più valore se paragonata ad un allevamento di mucche convenzionale, dove gli animali sono costipati in un capannone di cemento per tutta la loro vita e trattati come macchine da latte. Vengono alimentate con ogni sorta di foraggi e concentrati con un immenso spreco di risorse, e i lavoratori (di solito indiani) sono trattati poco meglio degli animali. Anche il biologico industriale rischia di diversificarsi dall'allevamento convenzionale solo perchè il cibo somministrato all'interno del capannone è biologico e perchè lo spazio di reclusione è leggermente maggiore(non ne sono certo per le vacche ma per le capre il sedicente biologico accetta la stabulazione permanente).
Marcello Compareti di Mercatobrado

 

Dopo un primo momento di presentazione collettiva e “di chi quella casa la vive e quella terra la lavora” abbiamo iniziato con la visita nell’orto, i cui frutti vengono principalmente utilizzati per il consumo famigliare e per la cucina dell’agriturismo presente nella struttura. Al momento della visita, come natura comanda, l’orto era per la maggior parte vuoto (il freddo dell’ultimo periodo non ha aiutato). Dopo la visita all’orto siamo passati alla stalla dove abbiamo avuto l’opportunità di ammirare un nuovo arrivato (come ci hanno poi raccontato.. l’ennesimo maschio della stagione..non nascono più le femmine a meno che non decidi di fare strane fecondazioni pianificate). Dopo avere ammirato tutti gli ospiti, in maniera chiara sono state illustrate le tecniche inerenti all’allevamento con particolare attenzione all’alimentazione e al reperimento del cibo così come le motivazioni per cui certe scelte vengono portate avanti. Al di la degli elementi tecnici è emersa in maniera palese la fatica che richiede “l’arte del prendersi cura” di questi animali cosi come l’amore che matura nei confronti delle più fortunate e anziane ( si dice anziane in riferimento ad una mucca?). Bio dice: non ci sta recinto elettrico che tenga se dall’altra parte di questo ci sta l’erba buona” un padre che guarda rammaricato il figlio o la figlia che fa na marachella. Successivamente Debora ci ha spiegato le modalità e i tempi di preparazione del formaggio e gli step necessari alla produzione dalla materia prima al prodotto finito ovverosia il formaggio, sottolineando anche questa volte la scelta degli ingredienti utilizzati e il perché di tali scelte come ad esempio per il caglio. Dopo l’introduzione ci siamo spostati ed entrati in piccoli gruppi, per questioni logistiche di spazio a disposizione, nel laboratorio di produzione e conservazione. Sempre Debora ci ha spiegato le pratiche richieste dalla burocrazia e le spese di natura economica connesse. Infine il tutto si è concluso con un delizioso e ricco pranzo gentilmente offerto che ha permesso di creare un momento di convivialità, conoscenza reciproca e di confronto condiviso davvero piacevole. Le reti si costruiscono dagli scontri e dai confronti ma prima di tutto… dagli incontri.
Martina Consumatrice Attivista della città dell’utopia

 

Anche questo anno ho deciso di andare a spendere una giornata all Fattoria la Goccia, il legame che mi lega alla loro storia è per me cosa consolidata, ma ogni volta mi piace guardare in faccia le mucche e i vitelli da macello, ma senza sentire una particolare violenza. Ascolto Fabrizio, parlare del suo lavoro con quel sapere mai studiato, ma tanto basato su un osservazione intelligente e uno scambio continuo con altre facce contadine. Anche Marco si è appassionato di questo animale speciale, caldo, pacato, meditativo e nel mungerle ha sempre qualcosa di nuovo da imparare. Ci fermiamo seduti chi in terra chi su panche e, con Debora ci ascoltiamo il sapere di fare il formaggio, faccio domande e la trovo ben preparata forgiata da tanta esperienza, senza essere io una caciara, ma ben informata. La comunità Goccia ci prepara uno splendido e abbondante pranzo con le pizze e pane dalle mani di Francesco l'ultimo unitosi al gruppo che ha avuto la possibilità di usare il forno a legna del posto con degli ottimi risultati. Mangiamo salsicce e fegatelli di maiale fatti con alcuni contadini dello stesso territorio, è questo un lavoro che stanno portando avanti cioè arrivare a costruire filiere e scambi che possano renderli più autonomi possibile.
Simona (coproduttrice e agronoma)

 

Domenica 29 gennaio 2017 ci siamo recati in provincia di orvieto per partecipare alla giornata di certificazione/garanzia partecipata all'azienda agricola La Goccia. Eravamo presenti in più di 20 persone: produttori di terra/terra (tra cui Daniela e Andrea di Paliano come produttori affini di formaggio e io come produttore affine di ortaggi) e produttori di Mercatobrado di Terni (tra cui un ragazzo come produttore affine di formaggi) e parecchi consumatori/ici facenti parte sia della realtà romana di terraterra (rappresentati della Città dell'Utopia e del Gas della Comune del Crocicchio del Pigneto e altri/e clienti dei mercati) che di quella ternana di mercatobrado; oltre naturalmente a Fabrizio Bio, Debora, Marco; Riccardo e Patrizia che sono i componenti della Società Agricola La Goccia Bio e Marco si occupano principalmente della cura delle mucche e dei vitelli(una decina in tutto) quindi della pulizia della stalla e del pascolo oltre che dell'orto, Debora sta principalmente in caciaia ed è l'esperta della produzione vera e propria dei formaggi (squisiti è dir poco..)mentre Riccardone e Patrizia si occupano dell'agriturismo e della cucina Chiaramente ognuno di loro se e quando serve aiuta gli altri..e cmq tutti lavorano anche nella gestione dell'agriturismo Dopo il giro di presentazioni abbiamo fatto tutti insieme un bel discorso sul percorso sperimentale della garanzia partecipata. La visita vera e propria è iniziata con un giro nell'orto...di modeste dimensioni e usato quasi esclusivamente per soddisfare il fabbisogno sia familiare che della cucina dell'agriturismo, inoltre visto il freddo di questo inverno molte colture si erano rovinate e quindi sul campo non c'era molto da raccogliere...Marco in particolare ci ha spiegato la difficoltà di riuscir a star dietro in maniera costante all'orto visti tutti gli altri impegni e priorità che hanno gli altri settori dell'azienda Poi siamo passati all'allevamento..ci hanno mostrato in lontananza i terreni dove fanno pascolare mucche e vitelli, hanno scelto di lasciare questi terreni a pascolo per assicurare agli animali erba fresca in vari periodi dell'anno e di acquistare le granaglie come alimentazione quando gli animali stanno ricoverati in stalla specialmente durante l'inverno. qui è iniziato un interessante dibattito tra i presenti sull'uso di mangimi bio certificati (che oltre ad avere un prezzo molto alto è anche molto difficile risalire alla loro reale provenienza e genuinità...)e l'uso di mangimi convenzionali ma a km 0 prodotti da piccole/medie di zona che conoscono direttamente e di cui si fidano riguardo il non uso di diserbanti chimici,ecc... La Goccia ha scelto,dichiarandolo apertamente sia durante la visita e sia nelle loro schede aziendali che espongono in ogni mercato sui loro banchi, la seconda via e io personalmente sono d'accordo con la loro scelta.. Questo argomento è stato un piacevole spunto di riflessione da parte di tutti i presenti su cosa è il biologico ufficiale oggi, sulla prepotenza delle multinazionali sulla produzioni di sementi,ecc... Visitata la stalla, mucche e vitelli siamo passati in caciaia. Qui è Debora che ci ha esposto passo per passo la produzione dei formaggi, parlando sia della scelta di usare caglio vegetale invece che quello animale, mostrandoci i registri haccp che devono compilare e le difficoltà di tempo e soprattutto di soldi che comporta lo star dietro a tutto questo, sempre perchè una piccola azienda come la Goccia ha le stesse leggi e regolamentazioni e gli stessi controlli che hanno mega-aziende come la Galbani e similari... Finito il giro vero e proprio ci siamo seduti in una grande tavola dove abbiamo mangiato tanto cibo autoprodotto, buonissimo e tutto offerto e dove abbiamo continuato a parlare dei vari argomenti venuti fuori durante la giornata.. Ho cercato di fare un sunto della giornata..in verità ogni argomento che è venuto fuori durante la visita meriterebbe molte più parole e analisi dettagliate ma il rischio di scrivere un papiello è troppo alto quindi chiudo qui Non prima però di ringraziare di tutto cuore tutta la Goccia per l'ospitalità e la limpidità nel mostrarci la loro realtà lavorativa, che punta alla collettivizzazione del lavoro e all'aiuto reciproco..e che secondo me ha tutte le caratteristiche per poter parte parte di un collettivo come terra/terra
Fabrizio verdure t/T

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