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10/01/2016 Juan e Eleonora

Domenica 10 gennaio ci siamo incontrati a Pitigliano per la visita nel percorso sperimentale della Certificazione Partecipata a Juan ed Eleonora

Hanno partecipato:
Fabio (citta dell’Utopia/Roma), Silvia (Gasper- Roma), Fabrizio e Alex, Silvia Brunella e Mario (seminarivolta) affini per prodotti erboristici, Niccolò (Pitigliano), Vera e Sante (lab. riciclo Monte Amiata), Miguel (Colombia), Liam, Xì (medico fitoterapeuta/apicoltore)
del connettivo Tt → Rosa (produttrice affine prodotti erboristici), Mario (apicoltore), Enrico (vignaiolo), Giulia e Lucio (produttori e trasformatori).

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La visita da Juan ed Eleonora, raccoglitori di erbe spontanee, distillatori, artigiani e produttori di olio di oliva è stata veramente piacevole. Il casale con circa un ettaro di terra è in affitto ha un’ ottima esposizione in una zona incontaminata nei pressi dello splendido paese tufaceo di Pitigliano, al confine tra Lazio e Toscana.
Le erbe per gli oli essenziali , i cuscini e le acque vengono raccolte parte in Spagna, paese di origine di Juan, altre nelle zone limitrofe alle pendici del Monte Amiata. La conservazione e le diverse distillazioni sono fatte nel casale, il luogo di conservazione per le mie limitate conoscenze mi è parso idoneo, così come il distillatore e le attrezzature per le diverse lavorazioni di estrazione. Per quanto riguarda gli uliveti, ne abbiamo visitato due su tre, il lavoro da fare è tanto ma molto lavoro è già stato iniziato. Il partenariato iniziato da Juan con Dario e Gianni è stato favorito dalla mancanza di proprietà di Juan che ha trasformato quello che potrebbe apparire un limite in un possibile percorso virtuoso che tutto il connettivo Tterra dovrebbe supportare. Anche l’orto, per il fabbisogno familiare viene gestito con lo stesso principio.
Un augurio speciale per lo spazio aperto da Juan e Eleonora nel centro storico di Pitigliano.
Sempre più spesso nei nostri territori assistiamo all'abbandono di terreni fertili da parte di proprietari che non sono più in grado lavorarli. Il partenariato ed il comodato d’uso gratuito sono sicuramente da promuovere e sostenere.
Il comitato locale Antigeotermia ci ha aggiornati sul loro percorso di lotta, una relazione interessante per la maggioranza delle persone presenti soprattutto per il diffuso luogo comune sulla geotermia come fonte sostenibile e rinnovabile. L’iniziativa di invitare i comitati locali contro la devastazione dei territori alle visite della cert. Part. va sicuramente sostenuta e replicata negli altri territori e nelle prossime visite.
L’ospitalità di Juan ed Elena è stata impeccabile, indimenticabile il finale conviviale a base di effluvi all’olio essenziale di lavanda, rimarrà in bilico tra realtà e immaginario onirico.
Mario apicoltore Tterra

campagna sincera, purezza ed onesta', tanta dedizione e la passione, fondamentale e ben presente da Juanito ed Eleonora. Una visita che potrebbe rappresentare l'obiettivo/scopo della certificazione partecipata (CP) dove la trasparenza e' regina. Buona presenza di produttori, gas, affini e non, la visita si e' svolta con tanto dialogo ed apertura nello spiegare anche nei minimi dettagli il percorso nella raccolta e selezione delle aromatiche, la distillazzione come se gli occhi di Juanito si illuminassero nel raccontare, e nonostante la distanza elevata per raggiungere Pitigliano, tutto si e' svolto con grande tranquillita' e tempo disponibile.
Abbiamo anche visitato il punto vendita in paese, organizzato molto bene anche nei minimi dettagli. In pomeriggio dopo un'ottimo pranzo caldo abbiamo visitato un'uliveto centenario in fase di recupero, tanto lavoro, ma l'essenza di quello che facciamo e' proprio la manutenzione, il sostenimento e la rimessa in fruttificazione di piante, terre, ed energie ad oggi ampiamente abbandonate sul nostro territorio. Questo uliveto avra' bisogno di tanto lavoro ma dara' anche grandi soddisfazioni. Le piante, abbandonate nella potatura, hanno preso la loro corsa verso il cielo, e la giusta cura le rendera' fulcro di grande nettare, nel tempo.
Ritengo questa visita, come tante altre, un'apertura dell'essenza di t/T da esplorare anche da persone esterne al circuito, dove quello che si vede nei nostri mercati cittadini e' esattamente il frutto di questo lavoro: il recupero di quello che gia' abbiamo senza creare tanto altro, e dove l'abbondanza di manodopera non e' mai un problema.
Enrico Gallinaro viticoltore t/T Giulianova (Teramo)

Abbiamo partecipato alla vista presso Juan in qualità di consumatori e cittadini, ma anche per iniziare un percorso di ricerca antropologica relativo a temi dell’attivismo contadino e della sovranità alimentare. È stato per entrambi noi la prima volta di poter assistere ad una così ben organizzata procedura di certificazione partecipata.
Riflettendo sulla visita, il progetto di Juan relativo alle distillazioni di oli essenziali ci ha impressionato per diversi motivi: È in piena sintonia con i valori della rete di Tterra. Fin dal primo momento della visita era evidente che Juan è ben inserito nella rete delle produzioni contadine e condivide pienamente i suoi valori. Il suo modo di presentarsi (“Benvenuti. Io sono Juan. Questa casa mia”) ha messo in evidenza non soltanto la sua generosa ospitalità, ma anche la voglia di condivisione ed il suo spirito positivo. Con grande pazienza Juan ci ha condotto attraverso le varie fasi della produzione: il distillatore stesso, il magazzino, la cucina ed infine la bottega nel paese ed il suo orto collettivo. All’inizio della visita guidata, Juan ci ha mostrato il distillatore, l’oggetto al centro del suo progetto contadino. Dal modo con cui ci ha spiegato le varie funzionalità ho potuto immaginare il grande entusiasmo che Juan nutre per il suo lavoro. Il distillatore infatti è un’opera d’arte in se stesso: fatto di rame e costruito da un suo amico in Spagna, l’apparecchio assomiglia alla torre di moschea andalusa in miniatore. Aprendo, smontando e rimontando le varie parti, Juan ci ha illustrato i vari passaggi delle tre fasi di distillazione che effettua di solito. Di seguito ci siamo spostati nel magazzino. Qui la discussione ha versato su molti aspetti tecnici del suo lavoro e in molti momenti ha arricchito la comprensione anche degli altri esperti presenti. Ad ogni momento il suo mondo era aperto a noi e ha risposto a tutte domande.
Juan tiene ad avere il pieno controllo su tutti i passaggi della filiera produttiva. Principalmente dalla lunga discussione che si è tenuta sia di fronte al distillatore stesso che nel magazzino è diventati evidente la grande cura con cui Juan tratta ogni passo della filiera del suo prodotto sotto controllo. Chiedendolo sulle sue motivazioni di occuparsi di distillazioni, ci ha raccontato che quell’interesse e’ nato dalla ricerca ad una alternativa alle medicine ufficiali per i suoi bambini. Poi, circa cinque anni fa ha iniziato un percorso autodidattico, raffinando il suo sapere specialistico attraverso varie risorse in Spagna ed in Italia. L’importanza di questo percorso autodidattico costituisce un elemento di grande originalità e lo interpreto come un segno della sua dignità come uomo libero e contadino.
Juan è una personalità unica. Non c’è qualcun altro come lui. Dalla densa giornata del percorso guidato attraverso il suo mondo ho avuto l’impressione di un uomo di una eccezionale apertura mentale, pieno di curiosità – tutti questi elementi non possono che arricchire la rete di Tterra e i movimenti contadini. La sua personalità e le sue profonde esperienze internazionali tra Spagna e Italia. Infine, Juan è attualmente l’unico distillatore che ha il completo controllo su tutti i passaggi della filiera produttiva all’interno della rete Tterra – questo costituisce un elemento di arricchimento e indica la crescita della rete stessa. La continua ricerca spontanea delle erbe da utilizzare, inseguendo e cercando il loro habitat naturale, è un valore aggiunto non solo sulla qualità della materia prima, ma anche per una trasmissione del sapere erboristico e una mappatura territoriale delle erbe utilizzate.
Quando abbiamo chiesto a Juan, che cosa cambierebbe per lui una volta ottenuta la certificazione partecipata, egli ha messo in luce con modesto senso pratico “che non cambia niente” e che farà “tutto come prima”. Tuttavia, mi sembra che la certificazione sarà un modo per stringere nuovi legami solidali tra co-produttori, rafforzare e ampliare la sua rete di conoscenti e di conoscenze.
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Una nota: Fabrizio ha anche effettuato anche alcune videoregistrazioni che vorremo montare tra 1-2 anni come documentario sul tema e per stimolare riflessioni anche tra movimenti contadini stessi e cercheremo di rimanere in contatto con la rete, anche tramite il blog di Tterra.
Alex e Fabrizio

 

Domenica 10 gennaio ho partecipato alla mia seconda visita di garanzia partecipata Terra/Terra. Siamo andati da Juan ed Eleonora, erboristi, artigiani, olivicoltori e agricoltori, nelle vicinanze di Pitigliano, alle pendici del Monte Amiata, nel Grossetano al confine col Lazio. La distanza di 160 km da Roma non è proprio "chilometro zero". Così prendo accordi con Giulia per raggiungere Pitigliano in furgone, e prendo il treno alle 6.30 di mattina, dopo una giornata di lavori al casale della Città dell'Utopia. Raggiungiamo il posto quasi alle dieci.
La base operativa di Juan ed Eleonora è un casale fra le morbide colline della stupenda campagna alle pendici del Monte Amiata. L'aria è pulitissima, un motivo c'è per andare così lontano dalla città. Visitiamo il laboratorio erboristico, fortunatamente ci sono anche delle compagne che praticano l'erboristeria oltre ad utilizzarla, così c'è qualcuno in grado di valutare da pari a pari. Gli alambicchi per distillare che Juan ci mostra sono di due tipi: uno grande, per ottenere le acque profumate dalle erbe, di rame e vetro, in un garage; invece altri alambicchi, di solo vetro, nella cucina del casale sono utilizzati nelle fasi successive di distillazione, fino ad ottenere gli olii essenziali. Juan si racconta: viene da una famiglia di erboristi spagnoli, e dalla spagna fa arrivare parte dei materiali per lavorare, incluse parte delle erbe; la maggior parte di queste invece sono raccolte dai vasti terreni abbandonati del circondario. Juan non usa direttamente semi, ma va in giro per terreni e lascia cadere qua e là le erbe che gli interessa far crescere; dopo qualche mese ripassa per la raccolta. In questo modo gentile, Juan si prende, almeno in parte, cura di questi terreni. La cultura comunitaria della terra fa decisamente parte della concezione di Juan ed Eleonora; quanto ad orti, ne hanno uno piccolo al casale (10x10), e uno più grande (10x60) su un vecchio terreno comune abbandonato da anni, nei pressi del vicino paese; con la consulenza di un amico biologo per l'irrigazione, hanno riconsegnato questo orto all'antico uso, in comune con altre 3/4 famiglie. In paese visitiamo anche la bella bottega dei nostri amici, nel suggestivo centro storico. Si vendono le erbe sfuse, gli olii essenziali, le acque profumate, i cuscini imbottiti con erbe officinali, artigianato in pelle. La cura del territorio è la cifra di questa visita, e la consapevolezza che traspare dai discorsi è non inattesa, ma piacevole. La discussione collettiva diventa una riunione politica a tutti gli effetti. Un compagno di Pitigliano ci racconta della lotta del comitato contro la geotermia. Veniamo a sapere che, contrariamente a quello che normalmente si pensa, l'energia geotermica non è affatto rinnovabile: un pozzo dura solo 10/15 anni, dopo i quali la terra sottostante si raffredda, e non producendo più abbastanza vapore, si deve fare una nuova trivellazione. Così le trivellazioni negli anni sono diventate diverse centinaia. Quel che è peggio, tutte queste trivellazioni hanno perforato le falde acquifere, contaminandole con l'arsenico e i metalli pesanti presenti nelle rocce vulcaniche.
Perciò anche Juan ed Eleonora sono necessariamente costretti a stare molto attenti all'acqua che usano per irrigare, pur vivendo in un posto apparentemente incontaminato.
Dopo un fantastico e ricco pranzo andiamo a visitare uno dei tre uliveti che hanno in gestione a diversi km da casa (in contratto al 50% del raccolto con il proprietario, con tutte le spese di manutenzione dell'uliveto a carico del proprietario). Sono ulivi secolari molto grandi, in parte di una varietà antica altrimenti scomparsa (come si chiama?), e per ora poco potati.
La produzione di olio è molto elevata, da 100 a 250 kg di olive per albero. La raccolta viene fatta con piccoli agitatori meccanici a motore a presa manuale, che agitano i rametti facendo cadere le olive sulle reti, senza toccare il tronco. La resa è stata anche molto elevata, oltre il 15%.
In conclusione, l'impressione che ho avuto di Juan ed Eleonora è quella di persone estremamente consapevoli, competenti ed entusiaste; hanno un vero senso della missione nella loro passione/occupazione. Sono stati in grado di costruire intorno a sé una bella comunità solidale di compagni; e vivono serenamente e con divertimento il loro impegno.
I costi di affitto molto bassi per casale e bottega mi hanno dato l'impressione di una pressione economica molto bassa, condizione necessaria per rendere possibile una produzione di qualità senza compromessi al ribasso. Dopo la visita bella e interessante, l'apoteosi: i nostri amici ci portano alle terme di Saturnia, dove tra le cascatelle di acqua calda sulfurea che ci massaggiano vigorosamente, ci facciamo l'un l'altro lo scrub sulle rispettive schiene con la pietra pomice, mentre Juan fa cadere qualche goccia di olio essenziale di lavanda nell'acqua, così da farcela arrivare addosso dalle cascatelle.
Una giornata impegnativa ma meravigliosa, da serbare nel cuore.
Fabio (consumatore della Città dell'Utopia)

Et voilà! eccoci giunti nelle campagne di Pitigliano, a casa di Juan ed Eleonora. Tanta gente ad attenderci , mille sorrisi, amici di Juan in cucina a preparare manicaretti e tanti di noi, insomma una bella combriccola. La prima cosa che Juan ci ha mostrato è stato il suo splendido distillatore con il quale ottiene la maggior parte dei suoi preparati erboristici : acque distillate, oli essenziali, grappe e alcool puro. Nello stesso luogo uno stanzone, rimessaggio di campagna, troviamo stipati in cartoni tante bottiglie di acqua distillata, questo per evitare che prendano luce. Juan racconta che sono necessarie 3 distillazioni per ogni tipo di erbe, le quali permettono di ottenere prodotti più puri e più a lungo conservabili. Il distillatore anche se molto grande è trasportabile, quindi Juan lo utilizza in giro per le campagne, distillando piante direttamente nelle zone di raccolta. Per farlo riscaldare Juan non utilizza più il gas ma solo legna, risparmiando circa 2.000 euro all’anno. Nel piano di sopra della sua casa entriamo in una stanza dedicata alla conservazione delle piante. Juan le essicca avvolte in panni di cotone poggiate su graticci sollevati in aria piuttosto che appese come solitamente siamo più abituati a vedere. Questo metodo di conservazione in realtà preserva meglio le piante da polvere e luce mantenendo intatte le sue proprietà ed assicurando una perfetta asciugatura e permette al polline di depositarsi sul panno, ed è proprio questo polline che Juan utilizza per realizzare i suoi prodotti, senza dover sminuzzare la pianta. Nella stessa stanza vengono conservati gli altri preparati, quali oleoliti (macerati di erbe in olio) , tinture madri (mecerati di erbe in alcool). Le erbe utilizzate sono raccolte spontanee, parte coltivate da Juan con semi da lui stesso realizzati. Gli oleoliti sono realizzati con olio di mandorle dolci. A riguardo è nata una discussione se meglio usare l’olio di mandorle con alte proprietà antiossidanti ma con filiera non nota, o l’olio di girasole spremuto a freddo che è si meno ricco di vitamina E, quindi di proprietà antiossidanti ma del quale possiamo seguirne la filiera visto che ultimamente noi, come terraTerra, lo acquistiamo insieme da un produttore locale ad un buon prezzo/qualità. Però la scelta di utilizzare più tipi di oli per alcuni è necessaria perché ogni singolo prodotto è destinato ad usi diversi in quanto ogni olio ha proprietà diverse, insostituibili. Riguardo alle tinture madri Juan le realizza con alcool da lui prodotto ! Bè diciamolo questa è una vera vittoria, visto che noi siamo costretti a comprarlo al Vaticano perchè il prezzo è più contenuto e la qualità è maggiore. E’ inutile commentare la soddisfazione di Juan e la nostra “buona invidia”!!! E ora via a passeggio per il paese di Pitigliano a visitare l’orto e la “Bottega”. Nei pressi del paese, a piedi raggiungiamo un piccolo appezzamento di terra che Juan lavora insieme al proprietario. Un bel progetto visto la quantità di acqua presente nella zona. Passeggiamo ancora e arrivati al centro storico prendiamo la via centrale ed eccoci arrivati .Tra le tante botteghe di artigiani spunta Eleonora tra le sue creazioni di cuscini di pula e i mille profumi di essenze inebrianti! Juan racconta che la bottega rappresenta lo zoccolo duro del loro reddito, Pitigliano è un paese molto visitato dai turisti italiani e stranieri quasi tutto l’anno. A questo punto faccio una premessa, forse molti non sanno che la produzione di prodotti erboristici , cosmesi e saponi è sottoposta a regole rigide e costose, molto di più di un laboratorio alimentare o di una cucina. Purtroppo tali regole, esami, analisi sono fatte per grandi aziende con grandi numeri, per demotivare piccole imprese come quelle di Juan che non riuscirebbero mai ad ammortizzare i costi. Juan però che mi sembra tutt’altro che demotivato, si appella, come tutti noi “spignattatrici/ori di erbe” alla legge Bersani e cioè può vendere i suoi prodotti come opere del proprio ingegno creativo e questo lo esonera dall’avere autorizzazioni sanitarie. Unica accortezza è quella di apporre sui suoi prodotti la dicitura “profumatori per ambienti, non usare sulla pelle”. Un “inganno” che vi garantisco soprattutto nel caso di Juan , mi sento di dire assolutamente legittimato, visto la cura, la dedizione e l’amore con cui svolge il suo lavoro! A questo punto super pranzo a casa con tante prelibatezze! E poi di nuovo a passeggiare stavolta vicino Saturnia alla volta dell’uliveto , ultimo progetto ma non per importanza dell’eclettico Juan. E poi tutti muniti di accappatoio via per le terme, anche qui Juan ci è prezioso e ci porta in un piccolo fiumiciattolo. Ci tuffiamo nelle calde acque felici della bellissima giornata passata insieme e dulcis in fundo Juan versa nell’acqua dell’olio essenziale di lavanda…meraviglia!!!! Insomma grazie ragazzi! La vostra è per me una bella storia di vita lavoro e di autoproduzione. Un grande esempio!
Rosa dei saponi

 

Officine Naturali ha partecipato alla certificazione da Juan ed Eleonora in quanto affini, trasformatori di piante officinali. Siamo stati accolti nella loro meravigliosa casa fra prati verdi e colline, Casa che ospita il laboratorio di trasformazione e la stanza adibita ad essiccatoio per le erbe spontanee che vengono da loro raccolte sia nella zona di Pitigliano che nelle terre in cui Juan è nato, di cui ci ha restituito, nel suo racconto, il suo attaccamento, la conoscenza che ha di quel territorio, delle sue specie autoctone, della distribuzione delle officinali nei diversi ambienti naturali.
Gli oli essenziali e le acque distillate vengono prodotte con un meraviglioso alambicco in rame il cui calore viene generato attraverso il fuoco e non attraverso il gas, fuoco e legna che scaldano l'intera casa, cosa che ci ha sorpreso vista la grandezza della casa. Abbiamo compreso che il calore lo producono per lo più le splendide persone che vivono quello splendido luogo.
Le acque vengono distillate anche tre volte, in modo da abbattere al massimo la carica batterica così da avere una purezza che garantisce un tempo di conservazione molto più lungo.
Le erbe essiccate vengono conservate in sacche di cotone in una stanza interna alla casa con tutte le caratteristiche necessarie in termini di areazione, umidità e penombra necessarie per conservarle per circa un anno senza depauperamento delle sostanze funzionali. L'amore e la conoscenza di Juan per le officinali, a partire dalla conoscenza dei loro meccanismi di adattamento alle diverse condizioni ambientali, non solo si può "odorare" aprendo una bottiglia dei suoi preziosi preparati ma si può osservare nell'impegno e nella dedizione e nel luccichio dei suoi occhi che ha accompagnato tutto il racconto del suo lavoro.
Abbiamo visitato anche l'orto comune che copre il fabbisogno della famiglia di Juan ed Ele e di altre famiglie; la bottega al centro del paese dove oltre alle erbe, le acque e gli oli essenziali sono presenti i cuscini di semi che lo stessi producono.
Dopo un ricchissimo pranzo, accompagnato da un buon vino e dall'ottima grappa autoprodotta da Juan ci siamo spostate/i a vedere i meravigliosi ulivi dai quali hanno avuto nel 2015 un'ottima produzione. Ma di questo lasciamo raccontare chi sa…
La i sita si è conclusa in un meraviglioso luogo di cui ci è stata regalata la conoscenza. Due meravigliose e solrattutto libere pozze di acqua calda, con annessa cascatella con idromassaggio naturale. Juan ci ha deliziato con una seduta di aromaterapia rilassante col suo potente olio essenziale di lavanda. La natura e la compagnia di bella gente hanno fatto il resto.
Ringraziamo Eleonora e Juan della splendida giornata che ci hanno regalato, felici di far parte di una rete come terraterra, nell'impegno di farla crescere e crescere noi stesse/i.
Officine naturali

ho conosciuto juan e eleonora circa due anni fa e, grazie anche al fascino magico dell'alambicco, ho avuto modo di conoscerli meglio e di conoscere le loro attività. dopo un pò non ho resistito e ho dovuto chiedergli di fare una cotta insieme, cioè una distillata. juan si è dimostrato disponibile e con tutta la famiglia e l'attrezzatura sono venuti a casa mia e abbiamo passato la giornata distillando vinacce, parlando e ..assaggiando. ora sto imparando e faccio anche io la mia grappa....questo è secondo me un punto fondamentale, la capacità e l'entusiasmo non solo di fare, ma di trasmettere agli altri ciò che possiamo, per mantenere sempre viva un'arte o un mestiere. caratteristica insita nel mondo contadino e artigiano, già solo da questo si può capire la passione e l'energia che una persona mette in ciò che fa. e la visita è stata per me, oltre che una conferma della bontà dei loro prodotti, idee e metodi, un ulteriore approfondimento nel mondo delle erbe e della distillazione.
in bocca al lupo e grazie a tutti per la bella giornata
niccolò buffi

Il fatto che Juanito oggi è arrivato a produrre oli essenziali con tanta passione a me sta particolamente a cuore.... è una lunga storia... e posso dire che forse per varie concidenze non coincidenze quasi l ho vista nascere questa passione..... infatti quasi come vidi nascere la prima figlia di Juanito, in quello stesso giorno io portai la mia scatola di Essenze ... per fare un piccolo rito per stimolare la nascita che un po ritardava... mi ricordo molto bene quel giorno, e mi ricordo ancora molto bene il momento incui aprii quella scatola, c era molta speranza e molto credo nel contenuto di quelle boccette profumate...in particolare da parte di Juan.... capii in quel momento che era di quel mondo ..... del nostro mondo.... passarono anni e ci perdemmo un po di vista fino a che me lo trovai coinvolto nello stesso progetto in cui ero coinvolta io, l'aveva portato lì il grande Mario... Con Mario c erano molti scambi di alchemia, fitoterapia, medicina, raccolte, teoria e tra un lavoro e l altro ci mettevamo ad sperimentare diverse distillazioni, macchinari auto costruiti per le procedure di distillazione e tanti tanti esperimenti... avvolte si esplodeva anche in aria...ognuno metteva la propria conoscenza e ci si scambiava risultati, apparecchi erbe ecc. ognuno poi approfondiva a modo suo.... Juanito andava sul pratico ed istintivo rivolgendosi a me per confrontare e confermare le proprietà e usi delle piante che distillava, affinado sempre di piu la sua tecnica.... portandomi risultati dei suoi lavori man mano... il mio naso ne ha sentiti tanti di oli essenziali, di tutti i tipi e provenienze, è molti anni che me ne occupo, devo dire che Juanito è passo passo arrivato a un punto di essenza e di purezza molto alto... la differenza del risultato di un essenza sta in tante cose...prima di tutto nella qualità della pianta, ma non solo.. nella qualità del luogo in cui è cresciuta... il come uno la raccoglie e il quando...il come la conserva al momento in cui l ha raccolta, il quando e come la prepara e la lavora....il come e il tempo di distillazione, la temperatura ecc....tantissime sono le sfaccettature che portano a un risultato di un buon olio essenziale, si puo comparare a i processi di un buon vino.... ogni momento ha un influenza anche vibrazionale del prodotto finale..... ecco, io sò e sopratutto sento (dal mio naso) che i lavori di Juan sono fatti con quelle attenzioni che per me hanno un valore prezioso...purtroppo raro ormai da trovare... Io credo per il mio lavoro che la cura è con la Natura...in sinergia, il come un rimedio è fatto, il processo in cui viene fatto è fondamentale...l' amore per quello che fai e il modo in cui lo fai fa la differenza nel risultato... Io ho scelto di usare alcune dell essenze e erbe nei miei rimedi e cure di Juan perche io non faccio compromessi su la qualità, ne su l amore e il rispetto della Natura ...ognuno a modo suo ...ma gli oli di Juanito hanno questo .. . La gita al suo posto in Toscana mi è piaciuta molto, il distillatore bellissimo... l avrei voluto vedere in funzione.... Il suo orto e il negozietto, tutto sta prendendo una bella forma ...grazie anche a Eleonora che è molto brava!
Sono stata molto contenta di partecipare a questo evento non solo perche era piacevole e sostengo il lavoro di Juan ma perche sono felice di venire a sapere che ci si sta organizzando alternativamente a delle condizione di certificazione di qualità perche quelle ufficialmente esistenti sono diventate disumane e presso che inutili...insostenibili. Grazie
Xi

Il 10 gennaio 2016 il gruppo di Certificazione Partecipata è andato a Pitigliano da Eleonora, Juan e Leo: una casa nella campagna toscana con belle querce davanti!
Una grossa pietra cava con legna, che arde a mo’ di camino all’aria aperta, ci aspetta.
Inizia subito il “tour” un po’ misterioso con la presentazione di un enorme oggetto araveggiante: lo strumento è di rame ed è costituito da tre parti, serve er la distillazione e viene fatto funzionare a legna qui a casa o anche n Spagna, dove viene trasportato quando si presenta l’occasione.
Le erbe usate per la distillazione vengono raccolte nelle terre che sono intonro alla casa, fatte essiccare nell’”antro ombroso” dove ci troviamo e qui conservate per un anno circa, protette dalla polvere in sacchi di cotone.
La seconda tappa è al fertile orto, composto da diversi appezzamenti, che, insieme ad altri appassionati, viene coltivato ora e ci riempiamo gli occhi di rigogliosi ortaggi invernali.
Prima (sei mesi fa circa) era solo un appezzamento di terra, situato in una valletta sulla riva di un torrente, incolto e pieno di rovi. Juan con il suo trattore ha bonificato tutto e poi è cominciata la coltivazione, grazie in primis a Dario, proprietario del terreno, che lo ha offerto gratuitamente a questo scopo.
Il negozio in cui Eleonora propone i distillati, le erbe e non solo, è situato nel cuore di Pitigliano ed è la migliore cornice socio-culturale ed economica, in cui tutti noi saremmo stati ben felici di trasformare gli sforzi del nostro lavoro! Il ritorno a casa viene celebrato da un graditissimo pranzo da “festa con gli amici” con cibi squisiti, pieni di sapore e di colore, ben cucinatiin loco e completati da doni portati.
La terza tappa è la visita agli ulivi, in parte centenari e in parte giovani: Juan ha dissodato il terreno. Ci vorrà un po’ di tempo e altro lavoro per avere un buon raccolto.
La giornata finisce in gloria con una salutare sosta alla calde terme di Saturnia!
Sicuramente è stata piena e soddisfacente sotto diversi punti di vista:
-conoscenza e verifica di quello che fanno Eleonora e Juan
-come lo fanno
-prima conoscenza del salubre contesto che li ospita volentieri (buon rapporto e accoglienza degli anziani…).
L’impronta più profonda e convincente che mi resta di tutto l’incontro è il profondo rapporto di amore autentico e di rispetto con/verso la terra, la “Madre Terra”, sentimento forte anche tra loro, le persone Eleonora-Juan-Leo e gli amici che ci hanno accolto semplicemente, come piace a gente come noi.
Criticità: le dannose escavazioni inerenti la geotermia, che caratterizza questo territorio e ne mette a rischio integrità e bellezza.
Silvia di Fazio

Quella da Juan e Eleonora è stata la nostra prima partecipazione ad una certificazione partecipata e devo dire che non poteva esserci inizio migliore! Eravamo tantissimi e siamo rimasti entusiasti e attenti dall’inizio alla fine.
Per prima cosa abbiamo visto il meraviglioso alambicco in rame, scelto da Juan appositamente di quel materiale e alimentato a legna per non regalare soldi al petrolio. Ci spiega come funziona, l’acqua viene distillata fino a tre volte per essere più pulita possibile, Juan dice che in antichità si arrivava addirittura a distillarla sette volte per levare tossine e impurità. Distilla tutte le piante, anche le più insolite e per pulire il rame usa l’aceto.
Dice che aveva iniziato con un alambicco più piccolo in vetro ma poi è passato subito a questo più grosso.
Gli avanzi della distillazione vengono riciclati e usati come compost o per accendere la stufa con cui Juan alimenta e scalda l’intera casa.
Il tour continua in in una stanza molto colorata dove ci sono le piante ad essiccare in sacchi di cotone per non perdere l’aroma. Ci parla di oleoliti e dice che usa pollini, distilla vinacce e vino e lavora quello che chiede il pubblico. La particolarità dei prodotti di Juan è che sono fatti lentamente. La legge obbligherebbe la presenza di conservanti, ma lui non li usa perchè sono tossici e perchè il loro cambiare nel tempo rende il tutto ancora più bello e vivo.
Per i macerati usa la pianta fresca, che ha quindi già acqua al suo interno, e ognuna ha una temperatura entro cui non si rovinano le proprietà.
Sottolinea il rispetto per le piante e il fatto che bisogna tagliarle nel momento giusto. Coglie le spontanee nei terreni abbandonati (perchè sono di tutti), nel suo prato, sul Monte Amiata, sui prati per fieno perchè è sicuro che non vengono concimati. Non raccoglie vicino al Fiora perchè ci sono problemi di arsenico. Fa lo sfalcio per avere determinate piante in determinati momenti dell’anno. Per alcune piante tiene i semi, così da seminarle in giro dove non ne vede. I tempi per la conservazione: erbe massimo un anno; acque profumate possono solo cambiare colore ma non si deteriorano, nel caso le ripassa in alambicco; olii essenziali e tinture non scadono; per gli oleoliti usa l’olio di mandorla (vitamina E) preso in farmacia e poi anche delle germe di grano che allungano i tempi.
Per rapportarci al territorio Juan ha invitato anche i ragazzi del comitato dell’Antigeotermia Maremma Attiva, che ci hanno messo a conoscenza della lotta che stanno facendo contro il geoterminco. Il fiume Fiora, che viene dall’Amiata, ha l’arsenico naturale e indotto. Nel corso di questi anni sono state fatte trivellazioni importanti (Enel, Surgenia). La centrale geotermica sfrutta i flussi del sottosuolo, utilizzando i vapori per produrre energia elettrica. Le trivellazioni profonde hanno pero’ fatto uscire i metalli pesanti tipo piombo, antimonio etc e la falda acquifera è diminuita. Nella zona delle trivellazioni si fa vino, olio e grano e pian piano sta avanzando la colonizzazione di Enel sul Monte Amiata. Il comitato è nato proprio nel momento in cui sono cominciate le speculazioni. Purtroppo è una lotta difficile e in salita perchè viene considerata una energia pulita e rinnovabile (quindi spesso ci si trova a lottare anche contro gli ambientalisti). Nella realtà non si tratta di fonte rinnovabile e poi le imprese che ci lavorano abbandonano le strutture e non riciclano. Tutto questo sta avvenendo in un territorio agricolo e l’energia geotermica porterebbe purtroppo ad una conversione agricolo->industriale, creando deserto lichenico. SOS geotermia è il coordinamento più antico.
Ci siamo poi spostati verso Pitigliano, in un terreno fuori dal paese dove Juan fa l’orto con quattro famiglie. Si trova su terreno sabbioso-limoso (essendo accanto al torrente) ed è gratis perchè è un terreno abbandonato. Per prima cosa ha passato il trattore con trincia e ripper, ha tolto i sambuchi e lasciato solo il nocciolo. Il ragazzo proprietario del terreno ci spiega che era del suo papà ed era abbandonato, è felice perchè Juan gli ha ridato vita.
Dentro la bellissima Pitigliano Juan ed Eleonora hanno un piccolo e delizioso negozio, ottimo punto di passaggio turistico per vendere i propri prodotti.
Al rientro a casa di Juan veniamo accolti da un buonissimo e ricco pranzo all’aperto concludendo poi facendo cerchio per chiedere se ci sono criticità riscontrate nella visita… naturalmente c’è stato il silenzio visto che sono tutti soddisfatti.
Ci spostiamo ad uno degli oliveti che Juan mantiene con un “contratto antico” da cui a lui va il 40% di olio e al padrone il 60% che paga anche la molitura. L’uliveto è meraviglioso, secolare, si vedono gli alberi centenari in tutta la loro magnificenza e bellezza anche perchè non li hanno potati ancora per paura delle gelate. Juan usa l’abbacchiatore, gli ulivi secolari sono di varietà sanguinella, gli altri più giovani sono anche frantoio.
Ci ha fatto piacere partecipare a questa visita perchè così finalmente quando usiamo i prodotti di Juan ed Eleonora possiamo apprezzare ancor di più il loro grande sforzo, impegno e passione nel rispetto della natura.
Giulia e Lucio autoproduttori e trasformatori di Tterra

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