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09/06/2013 Azienda Agricola - 2 Soli di Fabrizio Mannarino

DOMENICA 9 GIUGNO 2013 CERTIFICAZIONE PARTECIPATA DELL’AZ. AGR. “2 SOLI” DI FABRIZIO MANNARINO loc. Borgo Quinzio, Fara Sabina (RI) PRODUZIONE DI ORTIVE, OLIO, FRUTTA

Domenica 9 giugno abbiamo partecipato alla giornata di Certificazione Partecipata all’azienda “2Soli” di Fabrizio. Eravamo in circa 15 persone tra cui rappresentanti dei gas San Paolo, gas Filiera, alcuni clienti dei mercati, clienti amici, rappresentanti della rete gas Roma e alcuni produttori del Terra Terra; guidati da Fabrizio, abbiamo visitato gli appezzamenti di terreno da lui gestiti; la giornata- festa è proseguita con un ottimo pranzo offertoci da Fabrizio e si è conclusa con un assemblea tra i partecipanti sul tema della Certificazione Partecipata. Per quanto mi riguarda è stata un’ottima esperienza anche perché era la prima CP ufficiale a cui partecipavo e la prima visita che facevo come produttore affine per il Terra Terra. Dalla visita dei terreni coltivati, e prossimi a coltivare, da Fabrizio mi sento di affermare di non aver trovato alcuna incongruenza riguardo all’ecologicità dei metodi di coltivazione, anzi non posso altro che riscontrare la grande serietà e il coraggio messi in atto dal produttore. E’ stata inoltre per me un ottima opportunità per imparare, vedendo con i miei occhi e conoscendo direttamente le problematiche di chi ci lavora, una nuova realtà produttiva a me affine; in questo mi riallaccio alla proposta effettuata durante l’assemblea da Assan: queste giornate di Certificazione Partecipata potrebbero essere delle ottime occasioni di “formazione” autogestita per produttori affini. Di seguito le relazioni di alcuni dei partecipanti alla giornata. Antonio Pozzi (Podere Moricelli)

Abbiamo in mattinata fatto il giro dei vari appezzamenti, incluso il terreno demaniale e quello in affitto, dove Fabrizio e i suoi familiari coltivano la maggior parte delle orticole e dove sono ubicati gli alberi da frutta e gli olivi. L’estensione e le coltivazioni appaiono compatibili con i prodotti che Fabrizio porta ai mercati Tt. Quello che più mi ha impressionato è il compito immane che aspetta Fabrizio e non intendo solo le cipolle e i fagiolini da diserbare e zappare, rimasti indietro causa maltempo. Il terreno che ha scelto da adibire alla coltivazione delle orticole( mi pare in località “canneto”) richiederà molta determinazione ed impegno, ho avuto l’impressione che Fabrizio sia estremamente determinato a portare avanti il proprio progetto. Questo è sicuramente un atteggiamento ammirabile. La certificazione partecipata ai Due Soli è un ulteriore e importante passo in avanti nella direzione di arricchire questo percorso sperimentale. Senza polemica ma riflettendo su quel minimo di esperienza fatta finora, sarebbe auspicabile in futuro un ruolo più attivo del “produttore affine” e dei produttori locali Tt della Sabina per coordinare la certificazione. Mario,apicoltore terra terra

La certificazione partecipata dell'azienda di Fabrizio si è svolta partendo dalla visita dei luoghi di produzione (dettagliatamente illustrati nella loro storia e nei progetti futuri che li riguardano) e degustazione di trasformati di produzione propria. gli appezzamenti gestiti risultano essere di quasi 5 ettari: un lotto demaniale (con ciliegi e vigne, morganato); un lotto acquistato (con oliveto da spiantare, per farne un orto agevolmente lavorabile con trattore), in lotti familiari (questi ultimi, con spiccata biodiversità: ci sono alberi da frutta vecchi e giovani di diverse specie, viti, olivi --- molte specie di ortive sono seminate approfittando dell'ombreggiatura dei filari d'alberi). hanno partecipato persone di varia estrazione: produttori (di ortive, allevatori, apicultore), acquirenti (gas e consumatori critici), curiosi Fabrizio ha risposto con estrema gentilezza, completezza e massima chiarezza a tutte le domande (agronomiche, gestione, regolamentazioni) che gli sono state rivolte. la riunione pomeridiana ha ulteriormente chiarito il punto di vista delle parti in merito al progetto di Certificazione Partecipata: istanze di maggior coesione tra consumatori e produttori, di "co-produttività" slowfoodista, fiducia, "pulizia" del prodotto - eventualmente certificata da analisi di laboratorio - da parte dei produttori; richiesta di chiari protocolli di produzione da parte dei consumatori. personalmente, ho molto apprezzato la scansione della giornata (alle verifiche sul campo+conversazioni si è intervallato un pranzo a base di prodotti aziendali), la disponibilità e dedizione al progetto di Fabrizio, la varietà del gruppo: provenendo da un'esperienza come gasista di Milano, è stato molto interessante vedere la modalità dell'associazione Terra Terra nel suo tentativo di avvicinare piccoli produttori e consumatori. f. maestrello (WOOFER Podere Moricelli)

Una giornata all'interno di un ecosistema agricolo, dove tutte le componenti che determinano T/t si sono incontrate per sperimentare, discutere ed evolvere la pratica della Certificazione Partecipata. Fabrizio ha accolto al meglio i convitati con dei succhi di frutta autoprodotti - eccezionalmente buoni! - per poi mostrare loro un terreno demaniale coltivato a ulivo e vite, dispensatore anche di ottime ciliegie, per poi guidarli (o meglio, seminarli - chi c'era sa perchè) all'uliveto e frutteto che presto ospiterà anche l'orto principale, a qualche chilometro dall'azienda. Dopo un banchetto sfizioso nella bucolica cornice della serra vivaio, disturbati da una pioggierella ma allietati da una poesia di Borges recitata da Tanni accompagnata da un sottofondo dub, il nutrito manipolo ha visitato il restante terreno adiacente alla sede aziendale, continuando a divorare ciliegie in cambio, però, del diserbo manuale di una notevole porzione delle 5800 cipolle in campo. Zucchine, piselli, bieta, fagioli, cetrioli, insalate, ravanelli, peschi, piante aromatiche, vigna diffusa, ulivi secolari e un'altra serie di innumerevoli colture completavano il tutto. Presenti anche api e animali allevati in semi-cattività. Durante tutta la passeggiata Fabrizio ha esposto generosamente la sua storia, i suoi desideri, la sua situazione sotto numerosi punti di vista: ha indicato e spiegato le difficoltà connesse al metodo di coltivazione biologico, nonché le problematiche che incontra nello svolgere il suo lavoro, nel progettare e attuare scelte che spesso comportano iter burocratici lontani dalla sostenibilità economica o dalla stagionalità propria di un contadino. Discorsi ripresi e sviluppati durante l'assemblea svoltasi successivamente a ridosso dell'aia, in cui le tre componenti della C.P. - produttore ospitante, produttori visitatori e consumatori di varie tipologie - hanno affrontato anche altri aspetti che caratterizzano i rapporti all'interno e all'esterno di T/t. Siamo stati felici di partecipare a questo vero e proprio esperimento, ad una giornata in cui la parola fiducia, pur riconoscendo la vasta complessità della faccenda, per noi ha rappresentato la chiave di volta. Il fatto di stesso di essere stati invitati in maniera informale e amichevole in veste di "controllori", ci ha fatto fidare anche di noi stessi, della nostra potenziale valenza sociale (sicuramente maggiore a quella di un controllore sull'autobus o di un celerino). Abbiamo presto deciso di seguire l'esempio di Fabrizio e fare anche noi una certificazione partecipata, appena riusciamo. ciao! alberto podere moricelli - via santa maria 111 montopoli di sabina - ri

Car*, domenica scorsa è stata una bella visita, ci siamo divertiti, abbiamo conosciuto meglio e apprezzato ancora più il lavoro di Fabrizio; lo ringraziamo per la dedizione, la disponibilità, l'ospitalità. Mi sono appuntato informazioni oltre le schede di autocertificazione. Le domande sono tante, ci sarà modo. Siamo riusciti a fare qualche ripresa e qualche foto a bassa qualità; speriamo di riuscire a produrre documentazione audio-video fruibile, se qualcuno può dare una mano è benvenuto. Siamo all'inizio di un percorso, andrei cauto, al momento non direi che quanto fatto è propriamente certificazione partecipata. Dal punto di vista dei GAS, fare una visita è una cosa normale, a volte anche insieme ad altri GAS. In questo caso la differenza in più è stata che la visita è organizzata insieme ad un'associazione di produttori che ha sue regole e principi, affini a quelli dei GAS. Secondo me, ci vogliono diversi aspetti in un processo di certificazione tra consumatori e produttori. - Condividere una traccia oggettiva da seguire durante la visita su cosa guardare e come guardarlo. - Condividere la presenza attiva di una figura tecnica di fiducia, se possibile indipendente dai produttori e dai consumatori. - Capire insieme quali sono i risultati dopo una visita, oltre all'insieme dei racconti. - Come affrontare eventuali problematiche quando se ne trovano. - Una traccia per sviluppare durante l'anno la conoscenza reciproca sull'andamento della produzione e del consumo, sullo scambio (la co-produzione ?). - Come fare per rendere accessibili e comunicabili quelli che saranno i risultati di questo percorso. E' chiaro che per portare avanti pienamente questo percorso servono delle risorse dedicate (per esempio potrebbe interessare un progetto di ricerca), ma credo che intanto dovremo cominciare a ragionare per definire gli aspetti metodologici necessari e applicarli ai casi reali, almeno in maniera minima. Dicevo nella breve riunione del pomeriggio, incrociando i principi di t/T con quelli dei GAS, faccio una proposta (modificabile) su quelli che mi sembrano i punti generali da descrivere durante una certificazione. Naturalmente non si tratta di dare voti o giudizi, ma di creare conoscenza condivisa, utile per tutti. - Economia: equilibrio tra dimensioni dell'azienda e della produzione/vendità, mezzi di produzione, trasparenza sulla costruzione dei prezzi, canali e modalità di vendita-trasporto, qualità delle forniture e degli investimenti, ... - Società: dignità delle condizioni di lavoro, rispetto della salute umana, equilibrio dei livelli di contribuzione, salvaguardia culturale, cura dei rapporti con i consumatori dei mercati - dei GAS, con gli altri produttori e consumatori del territorio, ... - Ambiente: pratiche rispettose dell'ambiente fisico e biologico (stagionalità, trattamenti, biodiversità dei semi, qualità del suolo e delle acque...), del paesaggio, della salute animale, equilibrio tra questioni locali e globali (consumi energetici, idrici, gas climalteranti, rifiuti, ...), ... Credo che dovremmo quindi decidere insieme (e scrivere) quali sono i pochi punti minimi-irrinunciabili perchè ci sia "certificazione-garanzia" , validi sia per t/T che per GAS e consumatori. Mi auguro questo sia un contributo utile per portare avanti il dialogo e costruire insieme piano piano una metodologia e una pratica condivisa di certificazione partecipata. Che ne pensate ? Ne discutiamo insieme in riunioni, in una mailing list dedicata ? Un abbracio, a presto. Giulio GAS Città dell'Utopia - San Paolo ReteGAS di Roma e del Lazio Domenica 9 giugno 2013 abbiamo preso parte alla visita, in zona Fara Sabina (Rieti), per la ‘certificazione partecipata’ presso l’azienda agricola ‘2Soli’ di Fabrizio Mannarino già produttore facente parte del connettivo ‘Mercati terraTerra’. E’ stato molto piacevole condividere la giornata con tanta bella gente, presenti infatti alla visita erano vari produttori e consumatori anche nella veste di GAS. Ci auspichiamo che sia sempre più folta la presenza di questi soggetti in questi incontri determinanti per il percorso della certificazione partecipata. Dopo una breve attesa affinché il gruppo fosse completo, che ha permesso di ristorarci dal viaggio da Roma con i gustosissimi succhi di frutta ‘tutta polpa’ gentilmente offerti, ma anche prodotti, da Fabrizio e famiglia, che ringraziamo per l’accoglienza e l’opportunità offertaci, è iniziata la visita. Trattasi di un’azienda a conduzione familiare i cui soggetti sono, oltre Fabrizio, i suoi genitori, il nonno e la sorella. In particolare quest’ultima si occupa della produzione di miele gestendo un discreto numero di arnie. I terreni visitati sono in parte di proprietà di Fabrizio e famiglia ed in parte di una zia e vi è inoltre un appezzamento demaniale di cui è assegnatario il nonno. I terreni visitati sono stati tre, situati in località diverse che abbiamo raggiunto in macchina, il tutto nel raggio di pochi km. Abbiamo potuto vedere principalmente alberi di ciliegio, di olivi e vigne. In uno di questi appezzamenti l’intenzione è quella di creare un orto di discrete dimensioni su un terreno, spostando degli ulivi in altra dimora, in cui scavare un pozzo artesiano. In effetti la maggior parte di coltivazioni di ortaggi e frutta è dislocata nel punto in cui ci siamo incontrati (Borgo Quinzio) dove vi sono della costruzioni in muratura che attualmente fanno da magazzino o vengono ricoverati gli animali (galline, maiali etc.). Nel capannone rimane anche una grossa cella frigorifero. Vi è anche una cantina, un semenzaio. La produzione di ortaggi in questa parte principale, comprende fagiolini, cipolle, zucchine, insalate di vario tipo, piselli, ravanelli, bieta, verza e altro. Tra gli alberi da frutta abbiamo notato altri ciliegi, peschi, peri, fichi, gelsi etc. Fabrizio lamentava la difficoltà di seguire le varie colture per il troppo da fare tra le varie produzioni (di olio, vino) e curare la terra, tant’è che alcune zone erano evidentemente o in ritardo nella semina, o ricoperte di erbacce che non era riuscito per tempo ad estirpare. Un momento carino è stato l’attivarsi di alcuni volontari tra i presenti nel liberare una zona piantata a cipolle dalle varie colture spontanee. Fabrizio ci ha mostrato anche delle zone dedicate a delle colture richieste dal ‘Punto macrobiotico’ per i vari suoi centri, seguendo dei criteri da questi proposti, in particolare ci ha colpito un’area recintata in cui si sta effettuando una sperimentazione di una crescita di piante lasciate assolutamente all’evoluzione naturale, sempre suggerita dai macrobiotici. Divertente il momento di ristoro in cui sono stati offerti prodotti vari per un pasto tra il sole e qualche goccia di pioggia con un intenso momento durante la lettura, da parte della s.ra Tany del GAS Città dell’Utopia di una poesia di Borges sull’amicizia. Alla fine di tutto il giro delle coltivazioni dell’azienda ‘2Soli’ il gruppo di lavoro della certificazione partecipata si è riunito dando vita ad un interessante ed animata discussione che speriamo vivamente porti a fruttuosi progressi nello sviluppo di questo articolato e prezioso percorso. Paolo e Angela - Consumatori critici

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