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08/10/2015 Fattoria di Alice / Fattorie Solidali società coop. sociale onlus

Viterbo, 8/10/15 Visita nel percorso sperimentale della Certificazione Partecipata alla Fattoria di Alice / Fattorie Solidali società coop. sociale onlus, che ha chiesto l’adesione alle iniziative del connettivo Tterra.

La loro è una realtà un po' grande in quanto lavorano, tra oliveto e terreno dislocato, in tre luoghi (Ha10); si occupano non solo di agricoltura ma anche di sociale e servizi per la persona, si sono affidati alle conoscenze locali e ad agronomi per sperimentare sempre nuove cose, come l' allevamento di conigli cui carne pensano di trasformare con ricette da mettere in vaso. Hanno vari settori, dalle ortive alla vendita diretta in azienda ed impiegano persone con varie disabilità o con problemi di reinserimento nella società produttiva. Molto appassionati del loro lavoro, si cimentano nella fornitura di gas locali e mense scolastiche; per la vendita diretta in azienda delle loro produzioni e non solo, posseggono un Punto vendita che si trova nel sito da noi visitato, accreditato a Campagna Amica (hanno la targa in loco, stanno valutando se rimanere con loro o meno), infatti con la coldiretti fanno un mercato credo a Viterbo, ad Oriolo, invece, con Ccampo. Nell'orto estivo, ben curato, usano pacciamatura in film plastico nero intero con solo i fori per le piante annaffiate con manichetta; abbiamo visto anche un piccolo filare di fragole, le altre quindicimila piante si trovavano in un altro dei tre luoghi che loro lavorano. nella serretta hanno effettuato la riproduzione di alcune varietà di ortaggi per avere un' auto-produzione di piantine. Il laboratorio, a norma ma in fase di autorizzazioni, al momento trasforma i loro ortaggi e frutta ma non escludono di poter riuscire ad usarlo per conto terzi. Hanno i bagni dove gli operatori (circa 10) si cambiano (da prassi, nelle grandi aziende, è d'obbligo averlo). In un piccolo recinto ci sono gli animali da cortile, poco più avanti in un altro recinto gli animali atti per la pet  terapy.  All'inizio del terreno, dove sono stati trinciati gli asparagi (come da prassi post estate), ci sono alcune erbe spontanee come la malva; abbiamo assaggiato le noci dell' albero vicino al campo; l'orto  autunno/invernale che era giù in fondo al terreno dopo l'asparagiaia era ben rigoglioso; si intravedevano le farfalle di cavolaia che volavano. In fondo al terreno c'è la macchia con vari arbusti della zona; la strada provinciale, ad alto traffico, passa su di un lato del terreno rilasciando tutti i suoi gas che si sentivano. Ci è stato offerto un caffè nella stanza ricreativa dove sono scritti tutti i lavori da svolgere con i vari nomi. La mia impressione (Rosa) è che sono ottimi operatori, che sanno fare il loro lavoro in quanto non avendo problemi economici di sorta (hanno un fatturato da quattro zeri!), possono dedicare tutto il tempo ad ogni settore con cognizione di causa ed efficienza, perché devono solo affrontare le problematiche giornaliere stagionali. Rosa (produttrice affine Tt- Aprilia)

Divido la mia relazione in due parti,relativa al fattore agricolo ho avuto una buona impressione sia dal punto di vista delle coltivazioni in campo che dell'organizzazione della struttura, un bel laboratorio di trasformazione dove andra ribadito che non possono portare trasformati fatti con prodotti fuori dalle nostre reti cosi come dato che hanno parecchio prodotto dovranno avere una tipologia di banco similare agli ortolani già presenti in t\t relativo al fattore cooperativa sociale anche qui l'impressione è stata positiva ,parecchia gente che lavora e ben organizzata in vari progetti, personalmente ritengo che offrire spazi di relazione  crescita e salario in campagna sia un fatto positivo nel costruire rete nel territorio. Sicuramente per noi è un fatto nuovo l'entrata di una coop quindi andrà monitorata ,ma dalla narrazione di uno dei responsabili e dalle sue risposte alle nostre domande mi è sembrato molto tranquillo e sereno nelle sue affermazioni Non mi sembra la classica coop che prende i finanziamenti costruendo il nulla ,ma una situazione che si parametra sul lavoro sia agricolo che sociale quindi la mia opinione all'oggi è positivabio, Fabrizio Tt (La goccia d Orvieto, allevatore)

Dopo una breve introduzione Andrea , uno degli amministratori, ci accompagna in una visita ai loro terreni mentre ci spiega un po’ la loro storia, la loro organizzazione, il loro modo di lavorare e i loro obiettivi. La fattoria di Alice in realtà nasce negli anni 90  e si occupa dall’inizio di disagio psichico e categorie con difficoltà di trovare lavoro (ex-tossicodipendenti ecc.), ma solo in un secondo momento, negli anni 2000  tra le loro attività subentra l’agricoltura, accanto alla quale continuano a svolgersi le attività iniziali, più che altro nel campo dei servizi, in cui opera un numero discreto di dipendenti. Dispongono di circa 4 ettari con una bella struttura dove tra l’altro esiste un punto vendita diretto dei loro prodotti e un laboratorio di trasformazione che è in fase di avviamento, in cui verranno trasformati i loro prodotti, ma anche prodotti di terzi (confetture ecc.) (si specifica che non ci sia la possibilità di portare a terraTERRA trasformati di terzi). Dispongono del terreno e del casolare grazie ad una donazione, con il vincolo dell’utilizzo per le attività sociali svolte dalla cooperativa. Oltre alla coltivazione di verdure ci sono un piccolo maneggio usato più che altro per motivi terapeutici e uno spazio in cui prima tenevano delle galline, ma non viene specificato se è un’attività che è stata abbandonata definitivamente. C’è anche una serra. Oltre questo terreno hanno in affitto un altro a Vetralla, in cui l’anno scorso hanno coltivato zucchine con il metodo convenzionale in via sperimentale, che però hanno abbandonato. Ora è dedicato prevalentemente alla coltivazione di fragole. Inoltre è in avviamento un progetto dalle parti di Montalto, in cui oltre alle attività agricole ci sarà un agriturismo. Ci spiega l’esistenza delle 2 cooperative: Per motivi legati alla possibilità di accedere ai contributi regionali  si è resa necessaria la separazione del ramo agricolo, ma loro si percepiscono come realtà unica. In ogni caso la nostra visita si concentra sugli aspetti legati all’agricoltura e quindi ufficialmente sulle Fattorie solidali. Attualmente nel ramo agricolo ci lavorano 7 dipendenti di cui alcuni hanno seguito un percorso formativo per il disagio psichico da loro, inoltre al lavoro partecipano alcuni SVE  e alcune borse lavoro. Andrea ci tiene a trasmetterci l’orizzontalità riguardo al lavoro, tendenzialmente tutti fanno tutto, e non c’è differenziazione tra chi sta facendo un percorso terapeutico e chi no, facendo comunque attenzione che chi ha problemi di disagio psichico possa in ogni momento dedicarsi all’attività più adatta. Inoltre sottolinea che l’obiettivo è di creare la possibilità di un inserimento a tempo indeterminato per più persone possibili tra quelli che arrivano con borse lavoro ecc. I campi (pomodori, fagioli, peperoni, melanzane ecc.), dove lavorano alcune persone, al mio occhio inesperto sembrano ben tenuti. Per quanto riguarda la distribuzione, avviene tramite il punto vendita sul posto che funziona bene, un negozio bio a Viterbo, il mercato Ci campo, inoltre riforniscono alcune mense scolastiche della zona, ci racconta un po’ delle difficoltà riscontrate in quest’ambito. Per quanto riguarda l’acqua usano sia quella dell’acquedotto che quella del loro pozzo dopo averla analizzata.   Alla fine viene affrontato brevemente il discorso sui fatturati delle due cooperative, non ricordo le cifre ma in ogni caso si tratta di cifre grosse, ma forse solo una lettura approfondita dei bilanci potrebbe chiarire un po’ meglio la situazione, e comunque non so se basti per fare una valutazione.La sensazione è stata positiva, a giudicare dalla chiarezza e sincerità, l’atmosfera e l’approccio trasmesso, ma senz’altro si tratta di una realtà abbastanza diversa da quelle che solitamente trovo ai mercati di terraTERRA. Abbiamo a che fare con una situazione complessa a livello di chi ci lavora, tra amministratori, dipendenti e altre forme, più o meno pagate da varie fonti. Senz’altro sarà difficile valutarla con i criteri solitamente adottati, senza considerare in particolar modo la loro funzione sociale, e capire come si possa inserire nel percorso di terraTERRA. Prima dei saluti è stato affrontato l’argomento dei mercati, gli è stato richiesto di venire a vedere i mercati a Roma per farsi un’idea anche della grandezza dei banchi, per non rischiare di portare, nel caso che entrassero a terraTERRA, un banco sovradimensionato.Klara, Martina e Pippo (componente urbana Tterra, consumatrici /Città dll’Utopia)

Per quanto riguarda la conduzione prettamente agricola l’impressione ricavata dalla visita è quella di una conduzione corretta e nel rispetto dei criteri condivisi dal connettivo Tterra, tuttavia  rimando alle relazioni dei due  affini sicuramente più in grado del sottoscritto di dare una valutazione complessiva. L’unica criticità riscontrata è l’estrema contiguità con la superstrada Viterbo/Orte, un’arteria ad alta intensità di traffico. Il classico inquinamento indipendente dalla conduzione di chi lavora la terra che abbiamo incontrato più volte. La condizione che mi pare estranea al nostro percorso sono le dimensioni della cooperativa sociale nel suo complesso: 150 soci lavoratori, una quantità imprecisata di lavoratori in inserimento (alcolisti, problemi psichici, ex carcerati e tossicodipendenti),  un fatturato annuo di circa € 3.000.000 (tre milioni di euro). Una dimensione di tutto riguardo se si rapporta con il numero di abitanti di Viterbo (66.500 residenti). Io non credo che date le nostre  dimensioni  il rapporto con questa realtà sia qualcosa di compatibile. Abbiamo nel recente passato respinto, giustamente secondo me,  l’offerta di collaborare con la  coop sociale romana Capodarco  che ha un fatturato annuo di circa €30.000.000 (trenta milioni di euro) che andrebbe proporzionato alla capitale (3 milioni di residenti circa). Il mondo della cooperazione sociale che raggiunge queste grandezze  e soprattutto questi fatturati movimenta cifre che vanno oltre la mia immaginazione. Io preferirei non averci niente da spartire.Mario apicoltore Tterra (Lazio sud orientale)

la visita è iniziata solo dopo l’arrivo di  uno dei soci fondatori della cooperativa Abbiamo fatto un’interessante chiacchierata in cui ci ha spiegato un po’ la nascita di Fattorie Solidali come branca staccata della più grande e originaria cooperativa sociale chiamata Fattoria di Alice. Fattorie Solidali si interessa del solo aspetto agricolo sempre applicato nell’ambito del recupero di persone disagiate e/o con disabilità di varo tipo Molte di queste persone le abbiamo incontrate lungo il tragitto della chiacchierata e  l’accompagnatore ci ha raccontato un pò la storia e il ruolo che hanno all’interno della cooperativa.   ci siamo soffermati vicino ad un ampio recinto con tre asini usati sempre a scopo terapeutico (pet terapy) e poi abbiamo camminato tutto intorno ad un orto ben curato con cavoli, peperoni , zucchine,.. in piena produzione. Quello che abbiamo visitato è solo uno dei tre appezzamenti che sommati tutti insieme fanno più di 10 ettari ad ortaggi e fragole..a questi si devono aggiungere i vari terreni che prendono in affitto per la raccolta delle olive.   Hanno un punto vendita direttamente in azienda che abbiamo visitato.  altre forme di vendita sono alcuni mercati locali (come cCampo a Oriolo ma anche un mercato Coldiretti a Viterbo..) GAS e alcune mense scolastiche della zona.   Di fianco al punto vendita vi è un nuovissimo laboratorio a norma (ma in attesa delle ultime autorizzazioni..)per la realizzazione di trasformati. Per ora lo usano solo per trasformare le loro verdure ma in futuro lo vorrebbero usare anche conto terzi.. la trasformazione della frutta avviene invece con frutta acquistata al di fuori della loro azienda ma gli abbiamo spiegato che ciò in terraterra non è ammissibile.   vi era presente anche una piccola serra dove producono le piante da orto nonostante le difficoltà nel reperire semi bio professionali…all’interno della serra ho dato u no sguardo al tipo di torba e di concime usato e erano entrambi certificati bio.   una problematica tecnica riscontrata è la strada ad alto percorrimento adiacente all’azienda che si sentiva sia acusticamente ma anche dalla intensa puzza di smog. Come sempre più spesso capita anche in questo caso la strada è stata costruita abbastanza di recente e solo dopo aver espropriato loro alcuni terreni.   Alla fine della visita ci siamo seduti, abbiamo spiegato un po’meglio i principi di t/terra e abbiamo fatto ulteriori domande sulla cooperativa. Ciò che mi ha colpito in maniera positiva è stata la sincerità e la spontaneità nel raccontarci la realtà della loro cooperativa non trascurando dati come i loro fatturati annui (devo dire molto molto alti…) e la loro dipendenza da i vari finanziamenti pubblici adibiti al loro settore. Penso che, come già detto durante la visita,  non si tratta di piccola agricoltura contadina ma di una grande azienda ben strutturata e dalle vaste dimensioni che coltiva seguendo in tutto e per tutto l’iter del biologico In pratica ha le  sembianze delle grandi aziende bio che gravitano intorno a Roma ma con la differenza che a gestirla non c’è la grande società o il grande possidente terriero contornato da braccianti spesso immigrati ma bensì una forma di cooperazione con dietro un  progetto che, se non politico, è pur sempre etico. Durante la camminata abbiamo incontrato molte persone indaffarate nel loro lavoro e serene.. alcuni erano soci della cooperativa, altri tirocinanti e altri erano ragazzi disagiati e la Coop Fattorie Sociali sta cercando di dar loro la possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro. All’assemblea tutta il dibattito e la decisioneFabrizioTt –(produttore affine verdure e olio- Sabina)

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