Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

06/04/2014 Fabrizio di Tagliacozzo (Solina) Azienda "la Dispenza"

Fabrizio ci ha accolto in una bella piazza del paese e, anche se un po’ a rilento, siamo riusciti ad intraprendere il percorso. I terreni coltivati sono dislocati in varie località. I primi che abbiamo visitato, in località Gallo, erano in zona collinare. Nel primo, sito nei pressi di un cimitero, Fabrizio si è soffermato a raccontarci un po’ in generale delle sue attività, della collaborazione con il consorzio del grano solina e ci ha illustrato le realtà locali in generale. Prima ancora di questa sua chiacchierata, io stesso ho chiesto la parola per fare un cappello a quanto stavamo per intraprendere in quanto ritenuto di anticipare delle considerazioni che spesso ultimamente abbiamo fatto nel dopo visita. Ho posto quindi l’attenzione sul distinguere il momento strettamente conviviale da quello della certificazione evitando, come molto spesso è accaduto, di creare dei sottogruppi in quanto le domande di ciascuno e le risposte del produttore sono momento di crescita e di interesse per tutti, anche in vista della relazione che poi ognuno dovrà realizzare. Preziosa la presenza di altri produttori locali, in particolare di Luciano del vino, con i quali si sono accesi confronti e combinate le competenze. I semi usati da Fabrizio sono autoprodotti e ci ha detto che in questo primo appezzamento lui ritorna direttamente per la mietitura per cui i terreni sono lasciati allo stato naturale. Ci ha descritto le particolarità del grano solina mostrandocene le caratteristiche. Spostandoci sempre in macchina, una lunga carovana, in quanto le sue coltivazioni sono allocate su terreni distanti tra loro, per la maggior parte in affitto che lui tende a cambiare nel corso degli anni, ci rechiamo in un secondo appezzamento nel quale ci mostra delle coltivazioni di frutta di vario genere (terreno vetrina) risultato di un progetto di recupero di piante locali tipiche delle quali si va perdendo la presenza a causa dello spopolamento delle campagne a partire dagli anni ’60. Piantati quindi alberi di mele di tipologie diverse, pere, ciliegie e altro ancora, ma si tratta comunque di potenziali raccolti per gli anni a venire, laddove, sempre su suggerimenti del prezioso Luciano, si migliorano le tecniche di potatura. Stupenda la vista di una quercia maestosa e simpatica ed affettuosa la compagnia di vari asinelli lì dove vi erano le 13 arnie da cui ricava miele di millefiori. Da qui siamo ridiscesi più a valle ed abbiamo visitato altri terreni, questa volta confinanti con altre coltivazioni di altri proprietari, alcune delle quali curate con metodi di agricoltura convenzionale. Infine siamo andati a visitare dei terreni, di proprietà di Fabrizio, siti in prossimità della sua abitazione, coltivati a piccoli frutti (lamponi, more, fragole, uva spina, ribes ...). Dalle varie coltivazioni, principalmente di farro e di grano solina, Fabrizio produce, oltre ai cereali stessi, principalmente le farine per la realizzazione della pasta che trasforma presso i laboratori di Rita a Castel Madama, anche del pane per consumo locale. Interessanti i racconti che ci ha fatto riguardo alla ricerca ed al percorso per la realizzazione della pasta, sperimentando le varie farine. In un ultimo appezzamento di terreno è coltivato, in maniera convenzionale, il grano per l’alimentazione degli animali dell’azienda. La giornata è proseguita con un ottimo pranzo in cui ciascuno dei presenti ha contribuito portando qualche pietanza, in particolare i produttori presenti, specie quelli del vino (divino), ma soprattutto la tavola è risultata impreziosita dalla generosa accoglienza di Fabrizio e famiglia che hanno preparato una stupenda minestra, delle paste di cui una con particolare riguardo per i vegetariani, ma anche di gustose leccornie di trasformati, frittate di erbe, salumi e formaggi. Gradita l’allegra presenza di tanta gente con la rappresentanza di tutte le fasce d’età, dai bambini ai “più grandi”. L’incontro si è concluso con una breve tavola rotonda dove ciascuno ha potuto esprimere le proprie considerazioni sulla giornata trascorsa e sull’ennesimo passaggio sperimentale della certificazione partecipata tra i produttori di terraTerra. Paolo e Angela (consumatori critici)

Domenica 6 aprile ci siamo incontrati alle 9,30 a Tagliacozzo per visitare l'azienda di Fabrizio Valente. Tanta partecipazione dal Lazio come dall'Abruzzo. E così ci siamo mossi dalla bellissima piazza del paese in 6/7 auto per andare a conoscere da vicino i terreni dove Fabrizio coltiva le materie prime che poi trasforma in prodotti finiti. Il giro è stato lungo perché Fabrizio ha diverso appezzamenti di terra, parte in fitto e parte di proprietà, distanti tra loro. Il più suggestivo, a nostro parere, è il primo che abbiamo visitato. Un ettaro circa, vicino a un piccolo cimitero coltivato a 'solina'. Abbiamo proseguito fermandoci a vedere altri ettari sia coltivati a farro che a solina. Tutta la zona che abbiamo visitato è poco coltivata, e, tranne l'ultimo ettaro di terra che ha intorno alcuni campi coltivati a mais o grano, gli appezzamenti che conduce Fabrizio sono lontani da colture intensive e/o fonti di inquinamento industriale o dovuto al traffico automobilistico. Fabrizio ci ha fatto visitare anche un appezzamento dove, con una cooperativa, hanno piantato alberi da frutta autoctoni, con l'obiettivo di recuperare alcune piante di cui si sta perdendo la memoria. Nel giro ci siamo fermati anche a vedere le arnie da cui ricava il miele. Un luogo sicuramente incontaminato dove le api vivono in un ambiente sano e naturale, e Fabrizio esegue trattamenti periodici naturali. In ultimo abbiamo visitato le coltivazioni di piccoli frutti, ribes, more, uvaspina ecc.. in fase di germoglio e potatura. Fabrizio è una persona appassionata e preparata, che mette nel suo lavoro impegno e passione. Segue i criteri di coltivazione naturale e sta facendo un bel lavoro di recupero e valorizzazione di quella che è la tradizione agricola del suo territorio. Abbiamo notato però un po' di trascuratezza, dovuta forse all'enorme carico di lavoro quotidiano. Per esempio le arnie potrebbero produrre più miele se, come lui stesso ha detto, le seguisse e curasse di più. Sia le confezioni di pasta che di conserve non hanno alcuna etichetta e per noi consumatori non è corretto non conoscere, ad esempio, la percentuale di zuccheri nelle confetture né la scadenza. Inoltre c'è stata una scarsa informazione sui processi di trasformazione sia delle farine che della frutta, probabilmente perché non è rimasto molto tempo. Infatti intorno alle 14,00 siamo arrivati al laboratorio di Fabrizio dove, affamati, ci siamo letteralmente buttati sul cibo e a nessuno è venuto in mente di entrare a visitare il laboratorio e parlare dei processi di trasformazione.   Comunque la pasta di solina come le conserve sono molto buone e la visita è stata interessante da più punti di vista.   Facciamo i nostri complimenti Fabrizio, nonché un sincero grazie per l'ospitalità e gli auguriamo di proseguire con successo su questa strada, curando un po' di più i dettagli.   Lidia e Alessandro (Consumatori di Cave)  

Devi effettuare il login per inviare commenti
Giugno 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
2
5
6
7
9
12
13
14
16
19
20
21
23
24
25
26
27
28
30
 
cittautopialato