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CUCINA IN MOVIMENTO terraTERRA

CARTA DEI PRINCIPI

Siamo compagni, piccoli produttori, agricoltori, trasformatori e artigiani. La nostra volontà è quella di fare  produzioni naturali a prezzi popolari, contenere i prezzi per rendere accessibile a tutti un cibo di qualità, IL CIBO NON E’ UNA MERCE. Vogliamo farti mangiare bene, un bene che è per tutti, i nostri prodotti genuini non sfruttano il lavoro di nessuno,  non minano la tua salute, I NOSTRI CORPI NON SONO UNA MERCE. Scambiamo i nostri semi,  pratichiamo un’agricoltura naturale ognuno con metodi differenti, siamo contro l’uso di diserbanti, fertilizzanti che inquinano e impoveriscono la terra, riducono l’acqua potabile, aumentando la dipendenza dalle multinazionali che vendono dai semi ai concimi. Le stesse multinazionali sono coinvolte nella produzione farmaceutica che andrà a curare i tumori causati dall’alimentazione industriale; LA TERRA NON E’ UNA MERCE. Cerchiamo di sostenerci materialmente nei lavori da fare quando siamo vicini, ma soprattutto scambiamo i nostri saperi attraverso l’autoformazione: come si prepara una conserva? come si pota un albero da frutta? Quando e cosa seminare? come si realizza un impianto di irrigazione? I SAPERI NON SONO UNA MERCE. Chi decide di chi è lo spazio della città? Perché pagare lo spazio pubblico se è pubblico? Siamo contro la gestione privata degli spazi pubblici, contro il mercato che sta dietro alle fiere e i mercati la cui partecipazione implica il versamento di grosse somme di denaro. Collaboriamo in vari modi con le realtà cittadine autogestite che condividono e appoggiano un’idea differente  di spazio della città, che vede nel mercato un luogo d’incontro di persone che scambiano il loro lavoro in base ai bisogni che hanno e non all’accumulazione di profitto: LO SPAZIO NON E’ UNA MERCE, IL LAVORO NON E’ UNA MERCE.
I nostri banchi sono senza permessi e certificazioni, rifiutiamo il sistema di potere che si applica attraverso la burocrazia degli enti certificatori.  Le iscrizioni a pagamento sono utili solo a mantenere l’ente certificatore, gli adeguamenti richiesti finiscono solo per fare una selezione tra chi può permetterseli, escludendo chi non può. L’ossimoro dei certificatori è che per lavorare devi spendere. LE NOSTRE PRATICHE NON SONO UNA MERCE. Ci sottraiamo a questa logica di potere e certifichiamo tra di noi i nostri prodotti. Con la certificazione partecipata siamo andati oltre l’autocertificazione, ci facciamo visite nei nostri luoghi di produzione. A volte sono piccole aziende e agriturismi,  altre volte sono le nostre case, apriamo le nostre dispense, i magazzini, i frigoriferi e raccontiamo a chi fa produzioni affini come realizziamo i nostri prodotti. Se ci vengono mosse delle critiche cerchiamo di migliorare, di adeguarci ai principi che noi stessi abbiamo liberamente sottoscritto, più semplicemente impariamo gli uni dagli altri; LE NOSTRE RELAZIONI NON SONO UNA MERCE.

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