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Comunicato Percorso di Avvicinamento al 23 Marzo terraTERRA

Il prossimo 23 marzo si terrà a Roma la manifestazione nazionale contro le devastazioni ambientali

che vedrà la partecipazione dei movimenti piccoli e grandi che in tutta la penisola si battono per

un’altra idea di territorio in cui vivere relazioni sociali e produttive differenti e opposte a quelle dei

signori delle Grandi Opere.

L’avvicinarsi della scadenza di mobilitazione ci ha stimolato una serie di riflessioni che vorremmo

condividere con quanti e quante nella nostra città e in particolare nel nostro quadrante provano a

costruire percorsi di lotta contro la devastazione e il saccheggio.

Nella disgraziata metropoli chiamata Roma la catastrofe ambientale si manifesta nei suoi aspetti più

spettacolari. L’incendio del tmb sulla Salaria, così come i roghi tossici dell’ex aeroporto di

Centocelle rimanda a scenari da film, aggravando la situazione già compromessa dell’aria che

respiriamo in una delle città più inquinate d’Europa. I cumuli di spazzatura in ogni angolo di strada

denunciano un modello di sviluppo che sta arrivando al capolinea e che porta ad un accumulo

ingestibile di scarti che sta sommergendo lo stesso pianeta Terra. Mancano gli spazi fisici vivibili

per le persone (in particolare bambini e bambine), relegate in quegli spazi marginali chiamati

marciapiedi, mentre i pochi spazi verdi sono completamente abbandonati e a rischio speculazione.

Una città tentacolare che continua a crescere consumando il territorio circostante per saziare i voraci

appetiti degli immobiliaristi.

Una città che, al pari del resto del mondo, è oggetto delle politiche estrattiviste capitaliste: si estrae

tutta la ricchezza possibile da un territorio, valorizzando il capitale sociale, storico e ambientale che

gli è proprio, lasciando al termine del percorso un cumulo di macerie e uno scenario ormai

irriconoscibile. Così è avvenuto e avviene nel centro storico e nei quartieri della movida, dove gli

abitanti originari sono stati espulsi e l’ambiente urbano ridisegnato per gli scopi del mercato

turistico, dell’intrattenimento e del consumo di sostanze legali e illegali. Dove le mafie e la

speculazione edilizia segnano pesantemente le spinte alla gentrificazione. Il tutto condito e gestito

da livelli di militarizzazione e di controllo sempre più pervasivi.

Cosa vuol dire lottare contro le devastazioni ambientali in una città come Roma?

Come si articola nel nostro spazio urbano il contrasto ai fenomeni di cui sopra?

La metropoli è riformabile? Oppure bisogna cominciare a pensare al suo abbandono?

Sta di fatto che, a parte qualcuno che ci riesce, la stragrande maggioranza delle persone che vivono

nelle città come Roma saranno costrette loro malgrado a soggiornarci ancora per un pezzo. E non

sono contente di come vanno le cose.

Nei nostri territori urbani la devastazione e il saccheggio si concretizzano nella continua diminuzione

degli spazi comuni e collettivi in vista di una sempre maggiore messa a profitto degli stessi. Fino all’ultimo

pugno di terra o perfino di cemento “inutilizzato”.

Le risposte alle problematiche che abbiamo esposto sono ancora deboli, non esiste una dimensione

cittadina di dibattito e mobilitazione visibile intorno a queste tematiche. Però in realtà nei territori

qualcosa si muove, mille piccoli segnali di una insofferenza che preme per uscire allo scoperto.

Da alcuni anni con la Libera Fiera al Pigneto proviamo a vivere uno spicchio di quartiere e le sue

relazioni sociali in un altro modo, proponendo e proponendoci l’ipotesi di altre forme di vita e un

uso dello spazio urbano sottratto alla mercificazione, opponendoci insieme ad altre realtà alla

speculazione immobiliare e ai suoi scherani. In sinergia con i produttori e le produttrici di terra/Terra che, a loro volta,

nei loro territori si battono contro i tentativi di devastazione e saccheggio, con un portato di dibattito

ed esperienze concrete molto interessanti. Insieme a loro condividiamo i percorsi per l'autodeterminazione

alimentare che si legano strettamente alle cose di cui sopra.

Proponiamo un incontro/assemblea assieme alle realtà del quadrante attive su queste tematiche e

alle realtà contadine domenica 3 febbraio alle ore 11,30, durante la Libera fiera del territorio

(giardini Nuccitelli Persiani_Pigneto).

Procedendo verso la manifestazione nazionale del 23 marzo ci chiediamo: “Una città come Roma

deve semplicemente ospitarla o piuttosto manifestare la propria soggettività?”.

 
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