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La verità sugli effetti del glifosato

La verità sugli effetti del glifosato, l’erbicida cancerogeno più diffuso al mondo.

 

fonte:http://ecoprospettive.com/le-conferme-sugli-effetti-del-glifosato-lerbicida-cancerogeno-piu-diffuso-al-mondo/

 

I pesticidi sono sostanze utilizzate per combattere i parassiti dannosi agli organismi vegetali; al giorno d’oggi sono uno strumento indispensabile agli agricoltori per mantenere gli esigenti standard di qualità e produzione richiesti dal mercato, ma al contempo sono la causa di numerosi effetti collaterali che si ripercuotono sull’ambiente e sulla nostra stessa salute. Infatti, com’è facile intuire, si tratta di sostanze dotate di una certa tossicità: vengono utilizzate ad esempio contro insetti, funghi e acari, ma anche per eliminare specie infestanti che competono con le colture o, più semplicemente, per sbarazzarsi dell’erba che cresce sui marciapiedi o in altri luoghi indesiderati.

Uno dei prodotti utilizzati proprio a scopo erbicida è il famoso e discusso Roundup: prodotto da Monsanto, colosso agroindustriale, è stato messo in commercio a partire dagli anni ’70. Il suo principio attivo è il glifosato, erbicida non selettivo (dunque con un’azione indiscriminata su qualsiasi pianta) che ha conosciuto da subito un enorme successo ed una vasta diffusione, sia per la sua efficacia, sia perché proclamato pesticida dalla bassissima tossicità.

Ma non è tutto: Monsanto, successivamente al lancio di Roundup sul mercato, ha introdotto anche alcune varietà di piante resistenti al glifosato, come soia e mais. La coltivazione di tali specie geneticamente modificate consentiva quindi di utilizzare liberamente il Roundup per la lotta alle infestanti, senza preoccuparsi di provocare allo stesso tempo danni alle colture. Per la stessa ragione l’erbicida poteva essere impiegato in diversi periodi del ciclo vegetativo, anche in prossimità del raccolto. Da diversi anni il brevetto è scaduto e il glifosato può essere prodotto liberamente.

Quali sono gli effetti del glifosato sulla salute?
Recentemente il glifosato è stato classificato come “probabilmente cancerogeno” dall’ IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. “Probabilmente” perché, nonostante la sostanza sia sospettata di causare tumori e malformazioni genetiche, non esisterebbero prove consistenti a favore di tali correlazioni. A cambiare la situazione arrivano però continui studi sugli effetti nocivi del glifosato: tra essi, un interessante articolo di alcuni scienziati americani che hanno raccolto ed analizzato i dati di varie ricerche svolte con l’obiettivo di valutare il potenziale cancerogeno dell’erbicida. Per gli scettici, gli autori hanno riassunto il loro lavoro con queste parole:

“I quarant’anni di esposizione al glifosato hanno permesso di svolgere una serie di test di laboratorio viventi, in cui le cavie erano gli uomini.“

I risultati delle analisi sono tanto sconcertanti quanto, purtroppo, prevedibili: sono state evidenziate correlazioni tra l’aumento delle quantità di glifosato utilizzato in agricoltura e l’incremento dell’ incidenza di diversi tipi di cancro. Come altre sostanze, anche il glifosato e i suoi sottoprodotti possono accumularsi nei tessuti e agire a livello di metabolismo cellulare, causando alterazioni riconducibili allo sviluppo dei tumori.

Un’altra drammatica testimonianza degli effetti di questo erbicida arriva dall’Argentina, dove vengono coltivate intere distese di mais e soia geneticamente modificati, con conseguente uso massivo di glifosato. Nelle zone agricole del Paese, la nascita di bambini colpiti da malformazioni ha toccato livelli impressionanti: tanto per fare un esempio, un reportage francese ha contato ben 5 bambini affetti da malformazioni in un villaggio agricolo di appena 25 famiglie. Un’incidenza estremamente inquietante.

Nonostante la mancanza di comunicazioni ufficiali sulla pericolosità del glifosato da parte delle istituzioni, plausibilmente legata ad interessi economici e commerciali, molti Paesi hanno deciso di bandire la sostanza per tutelare la salute dei cittadini alla luce dei dati emergenti. Tracce di glifosato sono state ritrovate in campioni d’urina provenienti da tutta Europa; la spiegazione sta nel fatto che il Roundup è l’erbicida più diffuso e utilizzato al mondo e che una certa quantità, seppur minima, dei prodotti fitosanitari utilizzati in agricoltura rimane negli alimenti che consumiamo. Il pericolo risiede quindi anche nell’importazione, spesso non soggetta ad adeguati controlli.

In attesa che sia fatta ulteriore chiarezza sulla tossicità di questo prodotto (che sembra inoltre correlato a patologie come la celiachia) c’è da augurarsi che anche l’Italia comprenda il rischio per la nostra salute e vari provvedimenti idonei a tutelarla.

Chi fosse interessato a consultare la ricerca sugli effetti del glifosato citata in precedenza, può farlo a questo link.

http://responsibletechnology.org/irtnew/wp-content/uploads/2015/11/Glyphosate_pathways_to_modern_diseases_IV_cancer_and_related_pathologies.pdf

 

 
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