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Siamo affetti da sindrome paranoica complottista oppure la Xylella è una arma batteriologica per guerre commerciali? Se non si rimuovono le immunità agli enti di ricerca agronomica non lo sapremo mai.

 

 fonte: http://www.biocannabis.it/?p=700

Siamo affetti da sindrome paranoica complottista oppure la Xylella è una arma batteriologica per guerre commerciali? Se non si rimuovono le immunità agli enti di ricerca agronomica non lo sapremo mai.

La storia ci insegna che non esistono solo le guerre combattute con le armi belliche, convenzionali e/o non, esistono anche le guerre industriali/commerciali, l’agricoltura non ne è esente e la canapa non è l’unica pianta della quale si è tentata la distruzione per motivi economici/concorrenziali.

Così come non è la prima volta che parassiti o fitopatologie arrivino da paesi lontani, prendiamo ad esempio la Vitis Vinifera Sativa (la vite da vino), l’Oidio è arrivato in Europa nel 1845 in piante importate dall’America, anche la Filossera è arrivata nel vecchio continente nel 1868 dall’America settentrionale e dieci anni dopo, nel 1878, sempre dal Nuovo Mondo giunse la Poronospera.

Pochi anni fa arrivò in Italia su piante importate dalla Cina il Cinipide del Castagno, distruggendo le produzioni nostrane fino alla scorsa stagione quando fu finalmente debellato dal Torysmus Sinensis, un insetto suo antagonista naturale immesso nei nostrani castagneti ammalati.

Potremmo continuare a lungo con altri esempi ma passiamo alla Xylella Fastidiosa, il batterio che da copione “emergenza”, nella versione ufficiale utile a giustificare il taglio delle secolari piante, starebbe devastando gli uliveti salentini ma che è pericoloso anche per un centinaio di altre piante, tra le quali viti e agrumi.

Per una sorprendente coincidenza che forse non è così sorprendente e neanche coincidenza, sta devastando quegli ulivi che con la loro presenza sono di ostacolo al passaggio del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) che partendo da Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, dove si collegherà al Trans Anatolian Pipeline (TANAP), approderà in Salento, nel comune di Melendugno, in prossimità di San Foca, vedi percorso: http://www.tap-ag.it/il-gasdotto/il-tracciato.

Contro il TAP è attivo nel Salento un comitato (https://it-it.facebook.com/comitato.notap) che ne denuncia le sospette coincidenze che non si limitano solo a questa.

Salta fuori, come denuncia Sabina Guzzanti dalla sua pagina FB (https://goo.gl/oa3iuX), che il batterio fitopatogeno potrebbe essere stato elaborato nelle sue mutazioni, nei laboratori brasiliani della società Alellyx.

Alellyx è l’anagramma di Xylella, società della Monsanto che ha nei sui laboratori per prima sequenziato il genoma della Xylella molto probabilmente per ottenere piante resistenti al batterio, adatte a sostituire le nostre vecchie antiche varietà autoctone nel caso venissero distrutte.

Il “Foglio” ironizza sulla Guzzanti e sull’appello che sta mobilitando artisti nel Salento e non solo, definendo questa ipotesi una “sceneggiatura demenziale”, vedi:http://www.ilfoglio.it/articoli/2015/03/20/sabina-guzzanti-scopre-la-trattativa-stato-monsanto-sugli-ulivi-ogm___1-v-126871-rubriche_c361.htm .

Se un giornale come “Il Foglio” si è affrettato nel tentare di screditare queste ipotesi, ci assale il sospetto che forse non siano del tutto insensate e infondate.

Ma oltre le nostre paranoiche menti malate dal complottismo, che immaginano ovunque congiure e intrighi tramati dalle multinazionali tra le quali spicca la Monsanto, anche la magistratura ravvisa anomale coincidenze in questa storia.

Il presidente di EURISPES parla di “guerra chimica o batteriologica”, l’ex procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura, affronta il caso nel terzo rapporto sulle agromafie da lui coordinato, dove il primo capitolo è dedicato alla vicenda salentina, vedi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/17/strage-ulivi-puglia-ipotesi-guerra-chimica/1507511/ .

Dagli studi fatti nel 2008 dalla rete europea di batteriologi, costituitasi nell’ambito dell’iniziativa COST 873, tra le molte specie batteriche elencate, solo due organismi entrambi patogeni per gli agrumi, tra cui la Xylella fastidiosa, potrebbero avere le caratteristiche delle armi biologiche e quindi non ci stupiremmo se venissero utilizzate per guerre commerciali, vedi: http://www.cost873.ch/_uploads/_files/Young_Phytopath2008_BioterrorismPathogens.pdf.

La Procura di Lecce apre una inchiesta e la PM titolare, Elsa Valeria Mignone, in una intervista a “Famiglia Cristiana”, indica tra i possibili indiziati l’Istituto Agronomico Mediterraneo (I.A.M.) di Valenzano (Bari), vedi link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/14/strage-ulivi-in-puglia-aperta-inchiesta-istituto-indiziato-gode-immunita/1504742/ .

Nella intervista riportata dal sito de “Il Fatto Quotidiano”, la PM afferma che l’ente di ricerca di Valenzano “gode per legge di immunità assoluta” in virtù della legge 159 del 2000, varata nell’epoca del governo Amato e quindi “L’autorità giudiziaria italiana non può violare il domicilio dell’istituto, non può effettuare sequestri, perquisizioni o confische”.

Indipendentemente dal fatto che questo istituto possa essere coinvolto oppure no nella vicenda come ci auguriamo, magari è invece un ottimo ente che pratica ricerche utili per la collettività, ma il dato inquietante è che esistano zone grigie che sfuggono a qualsiasi verifica o controllo anche per la magistratura, alla faccia della trasparenza.

Come è possibile, ci chiediamo, che enti pubblici di ricerca, possano agire indisturbati, immuni a qualsiasi controllo?

Questo è il punto, non bastavano i segreti sulle stragi di stato, sull’operato dei servizi segreti degli “anni di piombo”, i segreti bancari, l’extraterritorialità dello Stato Vaticano e le immunità parlamentari, ora scopriamo che anche l’agire di istituti pubblici è senza nessun controllo.

Questo gli consente senza doverne rispondere, di immettere nell’ambiente qualsiasi sperimentazione protetti dal segreto della immunità, anche quando poi le nostre biodiversità e le popolazioni inconsapevoli ne subirebbero gli effetti.

Se volessimo evitare o prevenire per il futuro altre 10, 100, 1000 fitopatie come la Xylella, queste immunità per gli enti pubblici di ricerca vanno urgentemente rimosse e questo è compito della politica che si riempie la bocca della parola “trasparenza” mentre tace e non impedisce, il controllo totale esercitato sulle vite dei cittadini anche violandone la “privacy”, ma contemporaneamente esclude se stessa e i propri apparati da ogni controllo.

Allo stato attuale non è neanche chiaro se sia veramente la Xylella la causa della moria di ulivi o se è stata utilizzata per creare la psicosi necessaria a giustificarne il taglio o magari è una concausa determinata dall’eccessivo utilizzo di veleni abbondantemente sparsi per “proteggerli” e anche questi prodotti sempre dalla Monsanto.

Quello che invece sembrerebbe emergere chiaro dall’inchiesta giudiziaria è l’intento di distruggere gli uliveti secolari sostituendoli con piantine di altre varietà di proprietà della Università di Bari che le ha create e che beneficerebbe del 70% degli incassi dalle sue vendite grazie alle royalty, come ci rivela l’articolo sul sito di leccecronaca.it al link successivo.

La Procura di Lecce ha indagato per inquinamento ambientale,compromissione e deterioramento della biodiversità anche agraria,deturpamento delle bellezze naturali e diffusione colposa della malattia del disseccamento rapido dell’olivo, dieci volti noti, nove professionisti pugliesi e il commissario straordinario nominato dal governo per gestire l’emergenza.

Ci sono tra questi, docenti della Università di Bari, ricercatori del CNR, un ricercatore dello IAM di Valenzano, funzionari regionali e di vari enti di controllo delle fitopatologie, vedi:http://www.leccecronaca.it/index.php/2015/12/20/xylella-indagati-in-10-ma-sul-patibolo-ce-posto-per-tutti/

Agromafie e “sindrome della Xylella”, Eurispes ha pubblicato di recente il 3° rapporto AGROMAFIE, coordinato da Giancarlo Caselli. Il 1° capitolo è dedicato al Disseccamento rapido degli Olivi, impropriamente semplificato nella parola evocativa “Xylella”.http://www.csvsalento.it/notizie/index.php?id=5347 .

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